"Il "no" di Londra non cambia la posizione della Francia, determinata ad intervenire in Siria".
Lo ha dichiarato François Hollande in un'intervista a Le Monde, riferendosi al voto contrario del Parlamento britannico nei confronti di una mozione del Governo Cameron per un'azione militare contro Damasco. Il presidente francese ha inoltre dichiarato che "il massacro chimico non deve restare impunito" e di non escludere un intervento prima di mercoledì, giorno in cui è fissata la convocazione straordinaria del Parlamento francese per discutere dell'operazione.
"Se non interveniamo contro il massacro con agenti chimici perpetrato nei pressi di Damasco lo scorso 21 agosto, ci assumeremo il rischio di un'escalation che sdrammatizzerebbe l'uso di queste armi e minaccerebbe gli altri paesi", ha spiegato il capo di Stato al foglio transalpino, aggiungendo di non essere favorevole ad un intervento internazionale volto a "liberare la Siria o rovesciare Bashar al-Assad", ma di ritenere che sia necessario frenare un regime che commette danni irreparabili contro il suo popolo.
"Contrari ad azioni di forza contro Damasco"
Dal canto suo Mosca, per bocca del suo viceministro degli esteri Ghennadi Gatilov, ha ancora una volta ribadito la propria contrarietà a qualsiasi risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU che possa essere usata per un'azione di forza contro il paese mediorientale.
Red.MM
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RG 12.30 L'intervista di Manjula Bhatia ad Alessandro Corneli, docente di relazioni internazionali e geopolitica alla LUISS di Roma.
RSI Info 30.08.2013, 14:24








