I dodici progetti di aziende svizzere per la ricostruzione dell’Ucraina che hanno ricevuto una sovvenzione federale devono apportare un “valore aggiunto”. Lo ha dichiarato il Delegato del Consiglio federale per l’Ucraina, Jacques Gerber, venerdì in conferenza stampa a Berna.
Il bando di concorso era rivolto alle imprese elvetiche presenti nel Paese in guerra. Inizialmente era previsto un budget di 100 milioni di franchi per finanziare i progetti selezionati. “Ci siamo chiesti se avremmo ricevuto un numero sufficiente di candidature, vista l’entità della dotazione finanziaria”, ha sottolineato ai media Jacques Gerber.
Alla fine sono stati presentati 76 progetti da circa 60 aziende. “Data la qualità delle candidature (...), abbiamo deciso di aumentare il budget a 112 milioni di franchi”, ha aggiunto l’ex consigliere di Stato giurassiano. Di questo nuovo totale, 93 milioni di franchi saranno finanziati dalla Confederazione. L’importo restante (19 milioni) sarà a carico delle aziende, ha precisato in una nota la Segreteria di Stato dell’economia (SECO).
Selezione di esperti svizzeri e ucraini
Tutti i progetti hanno quindi superato una prima fase di selezione. “Ci siamo concentrati in particolare su fattori quali la sostenibilità o il contributo allo sviluppo economico ucraino”, ha sottolineato Jacques Gerber.
Per la seconda fase, 27 progetti sono stati sottoposti a una selezione di esperti ucraini e svizzeri per un’analisi tecnica. Il gruppo ha assegnato dei punti a ciascun progetto, in particolare se era in linea con le esigenze dell’Ucraina e se non era in concorrenza con le imprese locali. È stata quindi effettuata una selezione finale, che è stata presentata al Ministero dell’economia ucraino. Dopo una serie di discussioni, sono stati selezionati dodici progetti nei settori delle infrastrutture (energia, alloggi), dei trasporti pubblici, della sanità e dello sminamento umanitario. “Questa diversità è positiva, tanto più che risponde concretamente alle esigenze dell’Ucraina”, ha spiegato il giurassiano. Le sovvenzioni concesse dalla Confederazione per questi dodici progetti vanno da uno a 15 milioni di franchi.
Il denaro rimarrà in Svizzera
Interrogato su potenziali abusi nell’attribuzione di questi aiuti, Jacques Gerber si è mostrato rassicurante, spiegando che i contratti sono stati negoziati direttamente con le aziende. “Ci saranno anche verifiche da parte del Controllo federale delle finanze e abbiamo terze persone presso l’ambasciata che seguiranno i progetti”.
“Pagheremo le fatture solo in base al risultato. È come se finanziassimo la costruzione di una strada nel nostro Paese”, ha illustrato il Delegato per l’Ucraina. Si tratterà in definitiva di un pagamento da un conto svizzero a un conto svizzero. Riconoscendo tuttavia che il contesto ucraino è più complesso, il giurassiano ha evidenziato l’esperienza delle aziende selezionate. “Conoscono l’Ucraina e hanno dovuto dimostrarci che avevano bisogno di questa sovvenzione per portare a termine il loro progetto”.
Ha citato l’esempio della Glas Trösch Holding AG, che ha ricevuto poco meno di 10 milioni per sostituire oltre 32’000 finestre danneggiate dalla guerra nell’Ucraina orientale. “Si è impegnata in particolare a formare falegnami ucraini sul posto affinché possano poi eseguire questi lavori autonomamente”.
Questo primo bando di concorso riguardava solo le imprese elvetiche con una filiale in Ucraina. Tuttavia, la situazione è destinata a cambiare, ha ricordato Jacques Gerber. “Abbiamo firmato un accordo durante la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina a Roma, affinché anche le aziende svizzere che non hanno una sede nel Paese possano partecipare alla ricostruzione”, ha aggiunto. Il testo è attualmente in fase di consultazione. Il Consiglio federale sottoporrà poi all’Assemblea federale il messaggio relativo all’approvazione dell’accordo. Se non verrà lanciato alcun referendum, l’accordo potrà entrare in vigore tra giugno e luglio 2026.