A quattro anni dalla condanna a un anno e 10 mesi sospesi inflittagli a Francoforte, l'ex 007 svizzero Daniel M. è stato condannato anche nella Confederazione per spionaggio economico. Il Ministero pubblico della Confederazione, secondo quanto anticipato da RTS, ha proposto per decreto d'accusa una pena pecuniaria di 18'000 franchi per il 58enne, che non ha fatto ricorso.
Fra l'estate del 2014 e il febbraio del 2015, su richiesta di un giornalista tedesco l'ex informatore dei servizi informativi della Confederazione (SIC) aveva tentato di infiltrare l'amministrazione fiscale del Nord Reno Vestfalia, alla ricerca di documenti riguardanti l'ex capo dei servizi segreti tedeschi. Aveva per questo assegnato un incarico a un esperto di sicurezza, che gli aveva consegnato tre documenti con dati poi rivelatisi falsi. Il compenso di 150'000 euro era stato in realtà versato da un ex detective privato germanico, che aveva finito poi con il mettere in allarme la giustizia elvetica.
Per quella transazione è stato condannato Daniel M., perché ai fini della definizione del reato poco importa che quelle informazioni non fossero veritiere e nemmeno se l'imputato conoscesse o meno il reale destinatario dell'incarto. Le inchieste svizzere contro gli altri protagonisti della vicenda sono state tutte chiuse.
All'epoca della condanna tedesca, Daniel M. aveva ammesso di aver svolto delle missioni di controspionaggio per conto del SIC, pagato 28'000 euro. Erano gli anni della caccia agli evasori. La vicenda aveva acuito le tensioni fra Berna e Berlino, che si sforzava di individuare i contribuenti tedeschi con conti non dichiarati nelle banche svizzere.





