Svizzera

Studio e ricerca, si torna al passato

La Confederazione collaborerà per via indiretta con Bruxelles, come prima della libera circolazione. Soluzioni transitorie in vista per la mobilità e per i progetti scientifici

  • 17.03.2014, 13:05
  • Ieri, 11:35
Un ateneo elvetico

Un ateneo elvetico

  • KEYSTONE

Il Consiglio federale proseguirà la collaborazione per via indiretta con Bruxelles su ricerca e formazione, come prima dell'entrata in vigore della libera circolazione. Berna si assumerà ad esempio i costi "per gli studenti outgoing e incoming", come scrive lunedì l’Esecutivo evadendo un'interpellanza del gruppo PPD-Evangelico alle Camere. Gli studenti stranieri possono così essere ammessi negli atenei elvetici per uno scambio, ma senza sostegno Erasmus dalla loro università d'origine.

“Nessun pericolo”

Per i programmi di ricerca si vagliano soluzioni transitorie per Orizzonte 2020. In merito ai vecchi programmi di ricerca, l’Esecutivo, in risposta ai Verdi, ha invece precisato "che la partecipazione di istituti svizzeri di ricerca a progetti inclusi in precedenti programmi Ue di ricerca non è in pericolo". Il coordinamento svizzero di "Human Brain Project", costituisce “un esempio lampante di partecipazioni che si estendono anche a Orizzonte 2020 andando oltre il settimo programma quadro (FP7)”. I progetti parziali proseguono senza restrizioni fino a marzo 2016. Per Orizzonte 2020 si applicheranno invece le regole di affiliazione come paese terzo.

ATS/Da.Pa.

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