Se l'iniziativa della sinistra e degli evangelici per riformare l'imposta sulle successioni venisse accettata, 12'000 posti di lavoro rischierebbero di andare perduti ogni anno e la crescita economica svizzera rallenterebbe ulteriormente.
Lo sostiene il comitato degli oppositori al testo in votazione a metà giugno, comitato che mercoledì a Berna ha presentato lo studio realizzato dall'Università di San Gallo, stando al quale sarebbero particolarmente colpite le imprese a carattere familiare, con un patrimonio spesso tutto investito in azienda. L'indagine, commissionata da associazioni padronali, illustra "senza ombra di dubbio" le ripercussioni negative della prevista imposta, affermano i contrari.
Con il testo depositato due anni fa, i promotori mirano a introdurre un tasso d'imposizione del 20% per la parte d'eredità che supera i due milioni di franchi e per le donazioni superiori ai 20'000. Il ricavato servirebbe per finanziare l'AVS.
ATS/dg







