La convenzione sulle successioni con la Francia dovrà essere rinegoziata. È quanto ritiene la commissione dell'economia del Consiglio degli Stati, che su questo dossier si è pronunciata giovedì.
Il Consiglio nazionale si era pronunciato contro l'accordo in dicembre, votando la non entrata in materia. L'organismo degli Stati propone invece di rinviare il dossier al Governo, affinchè esso venga rinegoziato nel quadro di un "dialogo ristrutturato".
Secondo la commissione, l'accordo fra Berna e Parigi non peggiora soltanto la situazione dei francesi residenti in Svizzera, ma anche quella degli elvetici residenti in Francia. Essa non vuole però correre il rischio di una denuncia, da parte del Governo francese, dell'intesa sulla doppia imposizione attualmente in vigore e risalente al 1953.
Il testo sulle successioni - firmato nel luglio dello scorso anno dalla ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf e dal suo omologo francese Pierre Moscovici - concerne la posizione fiscale delle persone domiciliate in Francia e al beneficio di eredità lasciate da residenti in Svizzera.
Il documento prevede che la Francia possa tassarle, deducendo l'imposta sulle successioni pagata in Svizzera.
Red.MM/ATS/ARi





