L’entrata in materia a proposito della convenzione sulle successioni con la Francia è stata nettamente respinta giovedì dal Consiglio Nazionale con 122 voti contro 53 e 11 astensioni. Ad opporsi è stato il centro-destra, romando in particolare.
Gli Stati potrebbero dare il colpo di grazia a loro volta alla revisione e lasciare a Parigi la decisione di far decadere l’accordo ora in vigore, piuttosto che accettare una nuova intesa sfavorevole alla Svizzera. Anche se non dovessero farlo, ben difficilmente la Camera del popolo cambierà parere in seconda lettura.
Il punto più controverso del testo è il fatto che prevede una tassazione sulla base del domicilio dell'erede e non di quello del defunto. Manca poi la reciprocità riguardo alla tassazione dei beni immobili, che anche se in Svizzera verrebbero inoltre tassati secondo il diritto transalpino e non elvetico, in aperto contrasto con gli standard dell'OSCE secondo Jean-René Germanier (PLR/VS).
Da 2 anni la Francia chiede nuove norme per la convenzione del 1953. Una prima versione era già stata siglata nel 2012, ma i cantoni romandi avevano chiesto di rivederla e l'avevano spuntata. Nel frattempo Parigi blocca le discussione su altri temi, come i forfait fiscali.
ATS/mas/pon
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Eveline Widmer-Schlumpf mette in guardia
Dopo il no del Vazionale, Eveline Widmer-Schlumpf mette in guardia il Parlamento sulle possibili conseguenze della bocciatura della convenzione sulle successioni con la Francia. Per la ministra delle finanze, infatti, non sarà possibile ottenere un altro accordo, perché Parigi non è disposta a intavolare nuove trattative.
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RG 12.30, il servizio di Mattia Serena
RSI Info 12.12.2013, 13:19
RG 18.30, il servizio di Mattia Serena
RSI Info 12.12.2013, 19:05
Un pessimismo non condiviso da tutti
Il pessimismo di Eveline Widmer-Schlumpf non è condiviso da chi l'accordo, l'ha sempre combattuto. Tra questi, in prima fila, Pascal Broulis, responsabile delle finanze del canton Vaud, ma anche presidente della conferenza dei governi cantonali. Dalla firma del testo a luglio più volte si è scagliato contro il Consiglio federale che, secondo lui, non difenderebbe adeguatamente gli interessi della Svizzera.
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RG 18.30, Pascal Broulis al microfono di Emanuela Burgazzoli
RSI Info 12.12.2013, 19:03
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RG 12.30, il servizio di Mattia Serena
RSI Info 12.12.2013, 13:19







