Il Consiglio federale conferma la via indicata da Didier Burkhalter per risolvere la questione istituzionale che blocca le trattative con l'UE.
Nonostante la critiche, il Governo ha posto in consultazione un progetto di mandato negoziale che prevede di sottoporre alla Corte di giustizia dell'Unione Europea, per un parere non vincolante, le questioni di interpretazione del diritto comunitario negli accordi bilaterali.
In caso di vertenza sull'acquisizione di determinate disposizioni regolate da tali intese, un comitato misto rimarrà competente.
UDC e ASNI insorgono, scettico anche il PPD
L'Unione democratica di centro e l'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente criticano con toni particolarmente accesi la soluzione proposta dal Consiglio federale per sbloccare la questione istituzionale con l'Unione Europea.
Quello posto in consultazione è "un accordo coloniale", che farà della Svizzera uno Stato satellite o, peggio, lo farà entrare dalla porta di servizio nella comunità. Così agendo, il Governo rischia di distruggere i pilastri su cui si regge il sistema elvetico.
Anche il Partito popolar-democratico, pur favorevole alla via bilaterale, è scettico sui modi scelti.
Per PLR e PS questa è la via giusta
Da parte sua, il Partito liberal-radicale accoglie favorevolmente la scelta dell'Esecutivo, sebbene con qualche sfumatura. I socialisti, pure generalmente soddisfatti, ribadiscono che è nell'intersse della Confederazione avere buoni rapporti con Bruxelles; meglio ancora, a loro dire, sarebbe aderire, visto che la strada dei negoziati si fa sempre più tortuosa, proprio a scapito della tanto sbandierata sovranità.
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RG 18.30 - La corrispondenza da Berna
RSI Info 21.08.2013, 20:42







