Siamo fra il 2008 e il 2012: tre eritrei e un cinese d'origine tibetana inoltrano domanda d'asilo, il quale non viene però concesso. I 4 restano però provvisoriamente sul nostro territorio con lo statuto di rifugiati, in quanto il rischio per la loro incolumità nell loro paese viene giudicato eccessivo.
In questi casi, secondo la prassi elvetica, il diritto al ricongiungimento familiare non è automatico, ma viene concesso solo se non c'è una dipendenza dagli aiuti sociali, ciò che non era il caso per i 4 uomini.
Ebbene, con una sentenza pubblicata oggi martedì, la Corte europea ha condannato la Svizzera: a tre di loro dovrà versare 5'125 Euro, al quarto 15'375 Euro, tutti per torto morale. In un quinto caso, per contro, Strasburgo ha sentenziato che il nostro paese ha agito correttamente.

La CEDU condanna la Svizzera
Telegiornale 19.01.2021, 20:00





