Svizzera

Svizzera condannata per operazione di polizia a Zurigo

Sul banco degli imputati della CEDU le misure adottate dagli agenti il 1° maggio del 2011: violati i diritti di due manifestanti circondati e poi arrestati

  • 19.12.2023, 11:07
  • 20.12.2023, 07:21
Polizia zurighese schierata durante il sempre caldo primo maggio che vive la città, questo nel 2008 (immagine simbolica)
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RG 07.00 del 20.12.2023 La corrispondenza di Anna Maria Nunzi

RSI Info 20.12.2023, 07:20

  • archivio keystone
Di: ATS/dielle 

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha condannato la Svizzera per le misure adottate dalla polizia durante le manifestazioni del 1° Maggio del 2011 a Zurigo. Per i giudici di Strasburgo i diritti di due manifestanti siano stati violati quando sono stati circondati e poi arrestati.

Secondo la sentenza emessa martedì dalla CEDU, la polizia ha violato il diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5 della Convenzione) dei due manifestanti. La Svizzera è stata condannata a pagare a ciascuno di loro 1’000 euro di risarcimento per danni non pecuniari e un totale di 10’000 euro di costi e spese.

La polizia aveva utilizzato una tecnica nota come “kettling” per circondare i manifestanti. I due ricorrenti sono stati arrestati e trattenuti fino a sera, dopo un accurato controllo dell’identità. Dopo aver esaurito le vie di ricorso nazionali senza successo, i due manifestanti si sono rivolti alla CEDU.

Fermo non necessario

Secondo i giudici di Strasburgo, la Svizzera non ha saputo dimostrare che per effettuare i controlli dell’identità fosse necessario procedere ai fermi. I due autori dei ricorsi avrebbero potuto dichiarare la loro identità direttamente sul posto. E in caso di dubbio, la polizia avrebbe potuto verificare i dati via radio. Per la CEDU, non si può quindi escludere che la detenzione avesse un “intento vessatorio”.

La sentenza stabilisce inoltre che prima di approntare un cordone di polizia per prevenire disordini occorrerebbe ordinare ai presenti di allontanarsi, cosa che non avvenne il 1° maggio 2011 a Zurigo. Inoltre, i due denuncianti non si trovavano sullo spiazzo della Kanzlei, da dove partirono i disordini più gravi, ma sulla vicina Helvetiaplatz.

In queste circostanze, i giudici di Strasburgo hanno concluso che i principi di proporzionalità e necessità che giustificano un fermo non sono stati rispettati. E che la Svizzera ha quindi violato l’articolo 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La decisione di Strasburgo potrebbe avere ripercussioni anche al di là del caso di dodici anni fa. “La sentenza stabilisce che la polizia non può privare numerose persone della libertà accerchiandole durante una manifestazione”, ha dichiarato a Keystone-ATS Viktor Györffy, avvocato dei due ricorrenti.

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