Il Comitato internazionale della Croce Rossa dovrà rinunciare a 2’900 posti a tempo pieno nel 2026 a causa della riduzione del 17% del suo budget. L’assemblea ha approvato il piano di riduzione giovedì a Ginevra. La presidente del CICR, Mirjana Spoljaric Egger, ha detto venerdì che saranno toccati 200 collaboratori nella sede centrale in Svizzera e altrettanti in due direzioni generali.

La presidente Mirjana Spoljaric
“L’accento è sulla conservazione delle nostre operazioni, nel limite del possibile”, ha dichiarato all’agenzia Keystone-ATS. Impossibile, al momento, anticipare quanti saranno i licenziamenti. Un terzo dei tagli potrebbe essere assorbito attraverso partenze volontarie e l’abbandono di posizioni attualmente vacanti e che non saranno occupate.
Una trentina di delegazioni risentirà dell’impatto della decisione e alcune sotto-delegazioni saranno chiuse. Al contrario, maggiori finanziamenti saranno dirottati verso regioni come il Medio Oriente, che soppianterà l’Ucraina quale principale operazione, e il Sudan.
L’effettivo rimanente si attesterà attorno alle 15’000 persone, vale a dire la stessa quota del 2017, prima che il predecessore di Spoljaric Egger, Peter Maurer, intraprendesse un programma di espansione. Già nel 2023, a causa degli strascichi del Covid, erano saltate diverse migliaia di posti di lavoro. La presidente fa notare come otto anni fa il numero di conflitti fosse inferiore.
Per i prossimi anni non vengono escluse ulteriori riduzioni del personale, mentre prosegue la trasformazione digitale, così come gli investimenti nella sicurezza informatica. “Non siamo mai stati così rilevanti come oggi. Siamo capaci di onorare la nostra missione, ma potremmo salvare ancora più persone se avessimo più risorse”, ha aggiunto Spoljaric Egger.

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Notiziario 21.11.2025, 14:00
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Problemi finanziari del CICR, parla il direttore
Telegiornale 19.07.2025, 20:00






