Prima del voto era stata definita come una possibile, piccola rivoluzione fiscale. Ora è certo che ci sarà. Domenica gli elettori di Basilea Città, con il 53,4% di voti favorevoli, hanno approvato la via di una detrazione del 10% delle imposte direttamente dal salario. Si tratta di una versione light di quanto già avviene in altri Paesi, come ad esempio in Italia, ma per la Svizzera rappresenta comunque una prima.
Come funzionerà concretamente? La dichiarazione d’imposta si dovrà ancora compilare e la trattenuta del 10% da parte dei datori di lavoro rappresenta, quindi, un acconto. Va poi precisato che questa imposizione alla fonte rimane facoltativa sia per gli impiegati, che hanno così la possibilità di opporsi al cambiamento, sia per le aziende con meno di 50 collaboratori. Quelle con un organico maggiore saranno invece obbligate a offrire questa possibilità ai loro dipendenti.
Ma come viene vista questa opzione dagli altri Cantoni? “Di principio non commentiamo i risultati di votazioni cantonali”, premette Ernst Stocker, presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF), aggiungendo però che “già diversi Cantoni si sono confrontati con la questione” e che “l’esito è stato sempre negativo per le proposte” di imposizione alla fonte.
Ora però Basilea Città ha fatto da apripista. Si tratta allora, “dal nostro punto di vista, di un esperimento che seguiremo con grande attenzione. Siamo curiosi di vedere come funzionerà nella pratica e poi”, dato che comunque questa imposizione non sarà obbligatoria e i contribuenti dovranno comunque compilare la dichiarazione fiscale, “sarà interessante vedere quante persone effettivamente sceglieranno questa soluzione”, continua il consigliere di Stato zurighese.
“Da parte nostra siamo sempre stati scettici” nei confronti di questa soluzione, precisa Stocker. Ora però, aggiunge “guarderemo cosa emergerà, valuteremo sia gli aspetti positivi, che quelli negativi” per i contribuenti. E si tratterà soprattutto di “valutare lo sviluppo del carico di lavoro per i vari uffici amministrativi coinvolti”, conclude il presidente della CDF.







