Il processo contro due fratelli curdi residenti in Svizzera, sospettati di appartenere ad una formazione eversiva islamista, è iniziato lunedì al Tribunale penale federale di Bellinzona.
La difesa ha immediatamente messo in dubbio la bontà di un rapporto stilato dai servizi segreti che aveva portato a rinforzare la sorveglianza sui sospettati. In particolare l'avvocato del principale imputato ha sottolineato come proprio gli agenti dell’intelligence elvetica avevano proposto al suo cliente, oggi 35enne, di lavorare per loro come informatore. Il processo in corso, secondo questa tesi, sarebbe conseguenza del rifiuto di accettare quell’incarico.
Il giudice penale Peter Popp ha rigettato la richiesta, sostenendo la tesi del Ministero pubblico della Confederazione, secondo il quale in quel rapporto vi era una quantità sufficiente di sospetti. Tant’è che la maggior parte delle affermazioni contro l’accusato principale sono state confermate in seguito.
L’udienza si concluderà venerdì.
Red MM/ab
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L'aggiornamento in diretta di Maria Jannuzzi
RSI Info 28.04.2014, 15:10







