Svizzera

Tredicesima AVS, l’accordo non è dietro l’angolo

Il Nazionale insiste su un finanziamento esclusivamente attraverso l’IVA, per una soluzione transitoria

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  • 21 minuti fa
Il Governo vuole una soluzione definitiva, non transitoria, ha spiegato Elisabeth Baume-Schneider
02:31

CN: finanziamento 13esima AVS con IVA

Telegiornale 03.06.2026, 12:30

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Di: ATS/pon 

La tredicesima AVS va finanziata unicamente con un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), secondo il Consiglio nazionale, che ha ribadito mercoledì con 99 voti contro 97 la posizione già espressa in prima lettura. Rimane quindi la divergenza con gli Stati, che privilegiano un finanziamento misto (IVA e contributi salariali) e che dovranno quindi tornare a occuparsi del dossier.

Un accordo entro fine sessione, passando magari per una conferenza di conciliazione fra le Camere, non pare semplice da raggiungere. I miliardi supplementari richiesti sono 4,2 i primi anni, più di 5 per quelli a seguire.

“Se finanziamo la 13esima tramite i salari, a pagare saranno soprattutto le persone attive, coloro che oggi lavorano”, ha spiegato la zurighese Corina Gredig (PVL). Centro e sinistra avrebbero voluto invece sposare la soluzione proposta dal Consiglio degli Stati, ossia un aumento dei contributi AVS di 0,3 punti percentuali e un innalzamento dell’IVA di 0,4 punti. “Una soluzione equilibrata, poiché distribuisce l’onere su più categorie”, ha sostenuto Thomas Rechsteiner (Centro). La variante scelta porta invece al prosciugamento del Fondo AVS; a quel punto si presenterà l’innalzamento dell’età pensionabile o il taglio delle prestazioni come unica alternativa possibile. “Non è esattamente per questo che il popolo ha votato”, ha sostenuto l’appenzellese.

Per la maggioranza della Camera del popolo, le finanze dell’AVS vanno risanate nel quadro della prossima grande riforma del primo pilastro, chiamata AVS2030. Il finanziamento adottato mercoledì è quindi da intendersi come soluzione transitoria. L’aumento dell’IVA è infatti limitato al 2033 (e non più fino alla fine del 2030 come previsto inizialmente).

Altra novità rispetto a quanto approvato negli scorsi dibattiti: l’aumento dell’IVA sarebbe di 0,5 punti percentuali (all’8,6%), anziché di 0,7. L’aliquota ridotta applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari, rimarrebbe da parte sua invariata al 2,6% per contenere l’onere supplementare per le famiglie (in prima lettura il Nazionale aveva proposto un aumento di 0,2 punti).

Anche il Governo è favorevole a un finanziamento solo con l’IVA, ha ricordato Elisabeth Baume-Schneider, ma non limitato nel tempo. Si vuole una soluzione a lungo termine e non transitoria, ha sottolineato la consigliera federale giurassiana.

02:26

RG 07.00 del 03.06.2026 La corrispondenza di Alessio Veronelli

RSI Info 03.06.2026, 09:04

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