Nuovo punto di contatto in caso di violenza

Vittime di violenza, 100 chiamate al giorno al nuovo numero 142

Dal primo maggio la Svizzera ha una nuova hotline. Il servizio è molto utilizzato. L’80% delle telefonate proviene da donne. Gli esperti: chiunque abbia dubbi può chiamare

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Foto d'archivio

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  • Ti Press
Di: Lea Gnos, SRF, articolo originale - M. Ang., adattamento RSI

“Buongiorno, qui il servizio di aiuto alle vittime, come posso aiutarla?” Così iniziano molte conversazioni al 142. Una delle consulenti telefoniche a Zurigo è Ursula Frisch. Ogni giorno constata quanto sia difficile per le persone chiedere aiuto. “Molte vittime ci dicono di aver riflettuto a lungo se chiamare o no. Di essersi chieste se quello che hanno vissuto fosse ‘abbastanza grave’ ”, dice la consulente. Questa incertezza è tipica, spiega Frisch alla SRF.

Subire violenza lascia spesso un certo disordine interiore. Per questo è importante dare sostegno durante le conversazioni. “La violenza porta sempre a una certa insicurezza, perché viene meno la funzione protettiva. Il nostro compito è restituire a queste persone un po’ di sicurezza”, precisa.

Dal Tagesschau (SRF, 01.06.2026)

Le telefonate come primo passo per uscire dalla spirale della violenza

Per molti la chiamata rappresenta un primo passo decisivo. Spesso non si tratta solo di ottenere informazioni concrete, ma anche di mettere ordine nella situazione, spiega Frisch. La conversazione può aiutare a strutturare questo disordine e rendere visibili i passi successivi.

“Quando una conversazione va bene, aumenta la possibilità che le vittime trovino il coraggio di andare avanti e accettare aiuto”, sottolinea la consulente. In questo modo la hotline ha anche un effetto preventivo: chi cerca sostegno presto può contribuire a spezzare le spirali di violenza.

Prima valutazione e aiuto immediato se necessario

Le consulenti e i consulenti valutano innanzitutto quanto sia urgente la situazione. Se si tratta di una crisi acuta, vengono immediatamente allertati altri servizi come la polizia, la psichiatria d’emergenza o l’assistenza medica.

Se non c’è un pericolo immediato, si procede a una classificazione: si tratta di un reato ai sensi della legge sull’aiuto alle vittime? Di conseguenza la persona viene indirizzata a centri di consulenza specializzati.

È importante sapere che tutto è volontario. Chi chiama decide autonomamente se rimanere anonimo o essere messo in contatto con altri servizi.

Chi chiama e quando

Secondo le ricerche di SRF, attualmente circa 100 persone al giorno compongono il nuovo numero di assistenza per le vittime. La linea fa parte della strategia nazionale di Confederazione e Cantoni contro la violenza. I dati mostrano un quadro chiaro:

  • Circa 100 chiamate al giorno nelle prime settimane

  • L’80% delle chiamate provengono da donne

  • La maggior parte delle conversazioni avviene di giorno, soprattutto nel pomeriggio

  • Finora solo poche chiamate sono state ricevute di notte

Christoph Amstad, vicepresidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), traccia un bilancio intermedio positivo. “La domanda è alta. Quello che vediamo è che le persone chiamano soprattutto durante gli orari di apertura, finora di notte ci sono state solo chiamate isolate”, afferma.

La violenza riguarda tutti

Un tema ricorrente nelle conversazioni è la vergogna e i dubbi su se stessi. “Molte donne dicono: sono una donna sicura di me, ho studiato, e ora questo è successo anche a me”, racconta la consulente telefonica Ursula Frisch. La sua risposta è chiara: “Non ha nulla a che fare con lo status o il livello di istruzione. Chiunque può essere vittima di violenza”.

La hotline si rivolge a tutte le vittime, uomini e donne, così come ai minorenni, indipendentemente dal fatto che si tratti di violenza psicologica, fisica o sessuale. Anche i familiari possono ricevere consulenza.

Per far conoscere ancora di più il nuovo numero, Confederazione e Cantoni stanno pianificando una campagna nazionale. L’obiettivo è abbassare ulteriormente la soglia di inibizione e raggiungere ancora più vittime. Perché il messaggio più importante delle consulenti e dei consulenti resta: se non sei sicura o sicuro che il 142 sia il servizio giusto, dovresti chiamare comunque.

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