Nella lotta contro la pedofilia la politica da tempo è alla ricerca soluzioni in grado di contrastare gli abusi. “La volontà di cambiare c’è, ma sul tema regna ancora omertà”, sostiene Alex Pedrazzini , già presidente della Commissione cantonale aiuto alle vittime di reati che aggiunge: "Sul caso Bomio penso che in diversi sapessero, ma hanno preferito tacere e non parlare".
Una riflessione scaturita anche dalla cronaca degli ultimi giorni legata al processo Bomio, l'ex presidente della Società di nuoto Bellinzona comparso davanti alla Corte delle Assise criminali di Bellinzona (riunita a Lugano), poiché accusato di aver approfittato di almeno 15 ragazzi.
"In Ticino, in questi anni parecchio è stato fatto in materia di abusi sui minori, ma il traguardo è lungi dall'essere raggiunto", sostiene l'ex consigliere di Stato ticinese secondo il quale: "Sicuramente le cose in futuro cambieranno, grazie anche a chi da tempo si batte contro questi problemi".
La proposta ticinese
Lo scorso 24 settembre il Parlamento ticinese ha deciso, all'unanimità, di inserire nella legislazione cantonale l’obbligo di denuncia e di testimonianza in caso di abusi su bambini. Un provvedimento che ha spinto il consigliere nazionale Fabio Regazzi a presentare una mozione al Consiglio federale, con la quale chiedeva la modifica del codice di procedura penale svizzero, affinché la misura potesse essere estesa a tutto il paese.
L'iniziativa Marche Blanche
A Berna, la questione è d’attualità anche grazie all’iniziativa di Marche Blanche, “Affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli”, sulla quale lo scorso mese di giugno gli Stati hanno chiesto l’elaborazione di un controprogetto diretto, da sottoporre al voto del popolo. Una decisione con la quale, di fatto, la Camera alta si è distanziata dalle posizioni espresse dal Nazionale, che raccomandava di approvare il testo originale.
Lino Bini
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Marche Blanche, l’iniziativa in breve
"Chi è condannato per aver leso l'integrità sessuale di un fanciullo o di una persona dipendente sia definitivamente privato del diritto di esercitare un'attività professionale od onorifica a contatto con minorenni o persone dipendenti".
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RSI Info 06.08.2013, 18:48








