Il processo per l’incidente mortale del luglio 2010 sul lago di Bienne si è aperto lunedì mattina. Sul banco degli imputati c’è il 77enne accusato di aver travolto e ucciso con il suo motoscafo una 24enne argoviese.
L’uomo, che ha sempre negato ogni addebito, deve rispondere del reato di omicidio colposo. In aula, lunedì mattina, si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni. Sollecitato dal giudice sulla sua situazione personale e sulla dinamica di quanto accaduto nel 2010, ha fatto scena muta. L’audizione è durata un paio di minuti.
Le richieste delle parti
La procuratrice pubblica ha chiesto dodici mesi di detenzione con la condizionale, considerando assolutamente attendibili le testimonianze di chi ha assistito alla scena e compatibili le ferite letali con quelle che l'elica dell'imbarcazione del pensionato avrebbe potuto causare.
La difesa si è invece battuta per l'assoluzione e ha chiesto un risarcimento, ritenendo insufficienti gli indizi a carico del suo assistito. La barca, a detta del legale dell'accusato, dovrebbe essere restituita. La sentenza è attesa per mercoledì.
Grande emozione
La vicenda aveva provocato una grande emozione nella regione. A scioccare era stato soprattutto il modo in cui era morta la giovane: dissanguata, con le gambe maciullate dall'elica del motoscafo, mentre il compagno, che si trovava sul gommone con lei, tentava inutilmente di soccorrerla.
Il conducente dell’imbarcazione, che si trovava in compagnia di altre persone, aveva continuato la rotta in direzione di Bienne senza prestare soccorso. Per ritrovare il presunto colpevole la polizia cantonale aveva poi messo in campo ingenti mezzi.
ATS/cos/dg/Da.Pa.
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