Il Tribunale criminale di Ginevra ha inflitto 13 anni di carcere per assassinio a un 50enne ex dipendente dei TPG (l'azienda dei trasporti pubblici) che nell'agosto del 2011 uccise il suo capo, un francese, con due colpi di arma da fuoco.
La difesa si era battuta per la derubricazione a omicidio, facendo valere il pessimo clima che si respirava sul luogo di lavoro, mentre la procura, chiedendo 17 anni, aveva negato qualsiasi forma di mobbing e parlato invece di "una fredda e pianificata esecuzione" di un superiore che minacciava i privilegi dell'accusato. L'azienda aveva fatto tutto il possibile per proteggere l'imputato, aveva ricordato, malgrado in seguito a problemi famigliari fosse caduto nell'alcolismo e si fosse assentato dal lavoro.
pon/ATS





