Svizzera

Un’area di sosta fantasma, che mette a rischio la sicurezza

Autostrada fra Coira e Zurigo: l’edificio di un ristorante dismesso cade a pezzi, una vicenda di immobilismo che va avanti da oltre 20 anni

  • Un'ora fa
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Glarona: l'area di sosta abbandonata sull'A3

Telegiornale 01.05.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Giuliano Gasperi / ARi 

Da anni è abbandonata e da anni continua a far parlare di sé. È un’area di sosta dismessa, lungo l’autostrada A3 fra Coira e Zurigo, che continua a far discutere per le sue condizioni che mettono a rischio la sicurezza del traffico. La Confederazione sarebbe disposta a rilevarla, ma con l’attuale titolare un accordo sembra ancora lontano.

L’edificio, immerso nella bellezza del Walensee, comincia a cadere a pezzi. E il punto è che i detriti finiscono sulla carreggiata autostradale. La sicurezza della circolazione rappresenta una priorità assoluta, sottolinea Jérôme Jacky, portavoce dell’Ufficio federale delle strade (USTRA). “Se ci sono detriti sulla carreggiata, dobbiamo pulirla”, ma, precisa, “la sicurezza dell’immobile è responsabilità del proprietario”. Se poi quest’ultimo non se occupa, “il Comune deve obbligarlo, oppure incaricare qualcuno che risolva la situazione”.

Per comprendere meglio la portata della vicenda, è necessario fare qualche passo indietro negli anni. Il ristorante, inaugurato nel 1968 contestualmente all’autostrada, venne chiuso nel 2003. Due anni più tardi il Canton Glarona lo vendette ad una società, e questo passaggio si rivelò fatale. La legge, infatti, impedisce di accedere a immobili privati da una strada nazionale: una norma che, unitamente ad altre, ha chiuso questo vecchio immobile in un vicolo cieco giuridico.

La Confederazione aveva quindi presentato un’offerta d’acquisto di 800’000 franchi al proprietario che però, alla luce di costi da lui sostenuti, chiede mezzo milione in più. “Vogliamo trovare una soluzione, ma dev’essere accettabile”, commenta quindi il portavoce dell’USTRA, sottolineando che “non possiamo pagare qualsiasi prezzo” per l’immobile. Senza un accordo quindi, “rimarrà tutto com’è”.

E la sicurezza dei conducenti? “Continueremo a pulire la strada”, risponde Jerôme Jacky, aggiungendo che “se un giorno acquistassimo lo stabile, lo smantelleremmo”. Intanto l’edificio resta abbandonato a sé stesso e a breve non vi entrerà più neppure la luce: le finestre verranno infatti sbarrate per prevenire vandalismi. Altre cicatrici, insomma, nel solco di una storia travagliata.

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