Il “sì” al progetto di riforma fiscale associata al finanziamento del primo pilastro (RFFA) e quello alla revisione della legge sulle armi, per allinearsi alle norme europee, testimoniano il pragmatismo e la ricerca del consenso tipici della Confederazione: è quanto scrive, in sintesi, lunedì la stampa nazionale, riferendosi alle votazioni federali di domenica.
Dalla TV
È servito un secondo scrutinio per accettare la riforma fiscale delle imprese, ricorda La Liberté, ma i voti favorevoli questa volta sono stati oltre il 66%. La volontà di preservare l’AVS ha indorato la pillola fiscale, scrive per parte sua Le Nouveliste.
Dalla Radio
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RG 07.00 del 20.05.2019: futuro dell'AVS, la corrispondenza di Elisa Raggi
RSI Info 20.05.2019, 09:09
RG 07.00 del 20.05.2019: l'analisi, da Berna, di Mattia Serena
RSI Info 20.05.2019, 09:10
RG 07.00 del 20.05.2019: legge sulle armi, le reazioni nel servizio di Alessia Fontana
RSI Info 20.05.2019, 09:10
Per quanto riguarda la stampa svizzero tedesca, la NZZ sottolinea che la RFFA è probabilmente il progetto di legge in ambito di politica economica più importante degli ultimi anni, mentre il Tages Anzeiger punta il dito contro il legame non pertinente tra fiscalità delle imprese e finanziamento del primo pilastro. “Ma poiché il tempo stringe si è obbligati a chiudere gli occhi”, scrive, riferendosi alla necessità per la Confederazione di riformare il suo sistema di tassazione per le società per allinearsi al quadro internazionale.
Soddisfazione condivisa invece per quanto riguarda il sì all’adozione delle nuove norme sul possesso di armi da fuoco per allinearsi alle norme europee: un “no”, si legge un po’ ovunque, avrebbe significato con ogni probabilità l’uscita da Schengen.
Doppio no in Ticino
Per quanto riguarda i due temi oggetto di una votazione cantonale in Ticino, laRegione evidenzia che, dopo la bocciatura dell’iniziativa “Giù le mani dalle Officine”, “si delinea ora in maniera più concreta il progetto delle FFS per la realizzazione del nuovo stabilimento a Castione”, che, ricorda il giornale, costerà circa 360 milioni di franchi e per il quale città di Bellinzona e cantone contribuiscono con un credito di 20 e 100 milioni. Sulla riservazione dell’area, scrive ancora il quotidiano, pendono però i ricorsi dell’Unione contadini ticinesi e di tre comuni della Bassa Leventina: Bodio, Giornico e Personico. “Semafori bocciati da Airolo a Chiasso”, titola invece il Corriere del Ticino riferendosi al secondo oggetto in votazione, ovvero il credito da 3,3 milioni per togliere le rotonde e semaforizzare il Piano di Magadino: un titolo che si riferisce alla contrarietà registrata in tutto il cantone (il 73,1% dei votanti ha detto no) al progetto del Dipartimento del territorio per “ridisegnare il volto della mobilità” sul piano.
Asfaltati i semafori, bocciata l'iniziativa Giù le mani dalle Officine
Telegiornale 19.05.2019, 22:00
Dalla radio
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RG 07.00 del 20.05.2019: "no" a "Giù le mani dalle Officine", il servizio di Francesca Calcagno
RSI Info 20.05.2019, 09:11
RG 07.00 del 20.05.2019: "no" alla semaforizzazione del Piano di Magadino, il servizio di Romina Lara
RSI Info 20.05.2019, 09:12


