Il Consiglio nazionale ha approvato martedì una mozione che chiede al Governo di istituire una taskforce atta a monitorare i finanziamenti elvetici verso le ONG attive in Medio Oriente, al fine di evitare abusi e/o di finanziare attività terroristiche.
Il testo è stato accolto con larga maggioranza in Parlamento, raccogliendo 118 voti favorevoli contro 59 contrari e tre astenuti. Un ampio sostegno se confrontato con quello riscosso nella Commissione della politica estera, dove la mozione è stata presentata. A novembre infatti testo era stato accolto per il rotto della cuffia, con 12 voti favorevoli e 11 contrari e il voto decisivo del suo presidente.

Stop agli aiuti alla Palestina
Telegiornale 05.03.2024, 12:30
Durante la seduta parlamentare, il Centro e la destra sono riusciti a convincere la maggioranza, sottolineando la necessità di adeguare le basi giuridiche attuali in modo che sia possibile cancellare o sospendere immediatamente tutti i pagamenti verso organizzazioni in Medio Oriente qualora emergessero irregolarità. Lo scopo: negare i finanziamenti a organizzazioni o istituzioni che possano incitare all’odio e alla violenza.
La mozione è tristemente attuale, ha sottolineato Pierre-André Page (UDC/FR) a nome della commissione, ricordando come la guerra provocata dall’attacco terroristico di Hamas sia purtroppo ancora in corso. Dopo aver tentato invano di tagliare i fondi all’Agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti ai palestinesi (UNRWA) a dicembre, i borghesi oggi hanno avuto maggior successo.
Il campo rosso-verde ha cercato inutilmente di opporsi alla mozione, sullo sfondo della sospensione dei finanziamenti dell’UNRWA da parte di diversi Paesi e della situazione umanitaria catastrofica in cui versano i palestinesi a Gaza, in seguito alla risposta militare di Israele. Claudia Friedl (PS/SG), a nome della minoranza commissionale, ha affermato che Consiglio federale ha recentemente aperto una procedura di consultazione per un divieto di Hamas. A suo avviso, un’ulteriore mozione in tal senso è quindi superflua.
Anche il Consiglio federale proponeva di respingere il testo, non perché non sia di attualità, ha rilevato in aula il ministro degli esteri Ignazio Cassis, bensì perché le azioni richieste dalla mozione sono già in parte realizzate e in parte attuate. La motivazione è dunque di natura formale e non sostanziale, ha precisato invano Cassis.
Sul disegno dovrà ora pronunciarsi la Camera dei cantoni.

Notiziario delle 10:00 del 05.03.2024
Notiziario 05.03.2024, 10:30
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