Svizzera

Una vita scandita dai tamponi

Le persone allergiche ai vaccini contro il Covid chiedono una deroga. Il loro caso sarà discusso a Berna dalla Commissione etica

  • 30.01.2022, 18:12
  • 20.11.2024, 18:46
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Allergici ai vaccini, il reportage

Telegiornale 28.01.2022, 21:00

Di: Patrick Solcà e Camilla Luzzani 

Le persone allergiche ai vaccini contro il Covid-19, in Svizzera, secondo gli esperti sono alcune centinaia. Per loro non è prevista nessuna vera eccezione alle restrizioni in vigore. Benché abbiano la possibilità di ottenere un certificato che attesti l’impossibilità di vaccinarsi per motivi medici, per accedere alla maggior parte dei luoghi pubblici sono obbligati a presentare anche il risultato negativo di un test.

Organizzarsi in maniera spontanea anche solo per andare a mangiare qualcosa è diventato impossibile, ci ha raccontato Daniela Carrara, artista di Mendrisio che è allergica a uno degli eccipienti presente nei vaccini disponibili attualmente in Svizzera. Una vita che si traduce quindi inevitabilmente in un’agenda programmata e che nelle ultime settimane è diventata ancora più complicata.

Con l’esplosione dei contagi si è infatti verificata una vera e propria corsa al tampone. Trovare un appuntamento comodo o vicino a casa è diventato più difficile e, oltre a ciò, la durata del certificato di un test rapido è stata ridotta a 24 ore. Il test molecolare (PCR), valido invece 72 ore e che permetterebbe a queste persone di avere un po’ più di agio, in assenza di sintomi è a pagamento. Anche con un certificato medico che attesti un’allergia.


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Daniela Carrara

SEIDISERA 18.00 del 29.01.22: la situazione degli allergici al vaccino illustrata da Daniela Carrara al microfono di Camilla Luzzani

RSI Info 29.01.2022, 18:22

  • ©Ti-Press/Alessandro Crinari


Un nuovo vaccino, come ad esempio quello di Novavax, potrebbe risolvere i problemi di molti pazienti allergici, ma non è ancora chiaro quando e se il prodotto arriverà in Svizzera. E questo nonostante la Confederazione abbia sottoscritto un contratto con l’azienda farmaceutica per la fornitura di 6 milioni di dosi, e il preparato sia già stato omologato da diversi Paesi e dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

Nel frattempo, chi non può vaccinarsi vorrebbe avere una deroga che gli permetta di evitare di doversi continuamente testare. Certificato che già esiste in altri Paesi, come ad esempio in Italia.

Per capire se sia realistica in Svizzera una simile possibilità, e se siamo davanti a una discriminazione, abbiamo interpellato il professor Roberto Malacrida membro della Commissione nazionale di etica in materia di medicina umana, che ha promesso che sottoporrà la problematica alla prossima riunione della Commissione.

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Roberto Malacrida

SEIDISERA 18.00 del 29.01.22: gli aspetti etici della questione spiegati da Roberto Malacrida intervistato da Camilla Luzzani

RSI Info 29.01.2022, 18:23

  • ©Archivio Ti-Press
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