Con il ritorno del freddo e la minaccia del gelo, la notte tra venerdì e sabato è stata seguita con particolare attenzione dai frutticoltori vallesani. L’albicocco, essendo l’albero da frutto più vulnerabile, è adesso quello che suscita maggiori preoccupazioni.
“Le prime candele sono state accese verso le 23.00”, racconta Jean-Noël Devènes, frutticoltore a Nendaz. Descrive un freddo “cattivo e pungente” che, calato dalle valli, si è rivelato “complesso” da gestire con “correnti che soffocavano il calore”.
Albicocche protette
Setteventi 19.03.2025, 07:20
Contenuto audio
Sono state accese tra le 400 e le 450 candele per ettaro, considerando che l’arboricoltore ha lottato nella notte in due dei suoi sei ettari di albicocchi. “Ci siamo concentrati sulle zone più critiche, dove la fioritura è già passata e il frutto è più sensibile al freddo”.
In queste zone la temperatura è stata mantenuta tra 0 e 1 grado, contro i -4 gradi registrati dove non sono state accese candele. “Domani, domenica, vedremo se ne è valsa la pena”, osserva l’agricoltore.

Primavera anticipata, gli effetti sull'agricoltura
Telegiornale 21.03.2024, 20:00


