Svizzera

Vaud: la famiglia del sequestratore ucciso sporge denuncia

Per i parenti la risposta della polizia è stata sproporzionata, mentre le forze dell’ordine difendono la necessità dell’intervento

  • 18.02.2024, 22:00
  • 18.02.2024, 22:49
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Presa di ostaggi di Yverdon, parla la famiglia

Telegiornale 18.02.2024, 20:00

Di: RTS/TG/RSI INFO 

“Non sosteniamo il suo atto, ma non meritava di essere ucciso. È un’ingiustizia”. Queste le parole di Vafa, il fratello minore del richiedente d’asilo iraniano ucciso lo scorso 8 febbraio dalla polizia vodese, dopo aver sequestrato per quattro ore i passeggeri di un treno regionale diretto a Yverdon.

Il 15 febbraio i genitori di Qader hanno presentato una denuncia penale alla procura di Vaud contro “chiunque abbia contribuito illegalmente alla morte di nostro figlio”. Una notizia confermata a RTS direttamente dal procuratore generale vodese. Attualmente però la procura non intende dire di più, mentre le forze dell’ordine hanno già descritto i fatti. Lo sparo - spiega la polizia - si era reso necessario dato che il sequestratore, dopo un tentativo di immobilizzazione con un taser, era corso verso la squadra d’intervento. Sarà ora l’indagine a stabilire la proporzionalità del gesto.

Al momento dell’incidente l’uomo era armato di ascia, martello e coltello. Non ha avanzato richieste politiche o religiose, ma pretendeva l’arrivo di una dipendente di un centro per richiedenti d’asilo, per la quale aveva sviluppato un’attrazione ossessiva.

Lo stato mentale gravemente alterato dell’uomo è stato confermato dalla famiglia e da una parente contattata in videochiamata dal sequestratore al momento dei fatti. “Mi ha detto: sorella, non ho nulla contro queste persone. Poi ha aggiunto: o mi uccidono, o la polizia accetta di portare la donna, oppure mi uccido” ha dichiarato la parente che ha cercato invano di farlo ragionare.

L’instabilità del richiedente d’asilo era emersa due giorni prima del sequestro, quando, dopo una crisi di nervi, rovesciò un tavolo nella struttura che lo accoglieva. Intanto gli ostaggi faticano a riprendersi dal trauma. Nessuno è rimasto ferito, ma i postumi psicologici sono notevoli.

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