Nel 2024, il consumo di vino in Svizzera è calato dell’8% rispetto all’anno precedente e il Ticino non fa eccezione. Dodas, cioè dodici in dialetto, è l’iniziativa nata da altrettanti vignaioli ticinesi come risposta a questo difficile periodo. Il numero rappresenta un simbolo, scelto per provare a raccontare cos’è oggi il Merlot ticinese.
In una cassa, i vignaioli, hanno quindi raccolto dodici bottiglie di vino Merlot del 2022, annata molto difficile, calda e siccitosa, con vendemmie anticipate e uve molto mature. Nonostante si tratti dello stesso vitigno, però, “ci sono delle differenze di carattere nei vini tra i suoli del Sopraceneri e quelli del Sottoceneri. Sono dodici declinazioni dello stesso vitigno”, in un’unica cassa, afferma la vignaiola Gaby Gianini al Quotidiano. “Il mercato è estremamente incerto e instabile”, spiega Gianini, “ma proprio in questo momento noi abbiamo pensato che il mestiere del produttore di vino è individualista, ma era necessario unirsi”.
Le aziende che partecipano all’iniziativa Dodas sono a conduzione famigliare, di viticoltori e vinificatori “quindi coltiviamo l’uva, vinifichiamo e poi vendiamo il nostro prodotto”, sottolinea Giorgio Rossi, altro vignaiolo. “Questo è quello che ci rappresenta, siamo tutti amici, ci conosciamo da tanto”, dice Rossi, ricordando che l’iniziativa nasce dalla volontà “di fare qualcosa assieme con piacere, con gioia” cercando di rappresentare tutto il territorio.









