A Zugo c’è chi è convinto di aver trovato la soluzione alla mancanza di abitazioni. Il Cantone vuole creare “zone bianche” dove quasi tutte le regole di costruzione attuali non avrebbero valore. Costruire case sarebbe molto più semplice. L’obiettivo è rispondere rapidamente alla penuria di alloggi che affligge il cantone e l’intera Svizzera. In tali aree, i promotori immobiliari si potrebbero costruire palazzi alti fino a 16 piani senza rispettare le distanze minime tra edifici incoraggiando una maggiore densità edilizia. Resterebbero in vigore solo le norme legate all’igiene e alla sicurezza, per esempio quelle riguardanti i materiali e l’altezza delle ringhiere dei balconi.
Radiogiornale delle 07.00 del 10.04.2026: Il servizio di Manuele Ferrari sulla pianificazione di Zugo
RSI Info 10.04.2026, 07:00
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Il consigliere di Stato responsabile delle finanze, l’UDC Heinz Tännler, difende il progetto sottolineando l’urgenza di trovare una soluzione alla situazione. “Nel Canton Zugo, ma anche in tutta la Svizzera, ci confrontiamo con procedure troppo lunghe. Con queste zone bianche vogliamo creare un quadro per superare questi ostacoli e permettere una rapida densificazione”, ha affermato interpellato dalla RTS il membro del governo. Secondo il Tages Anzeiger, sta portando avanti un’idea sottopostagli da Thomas Held (già responsabile dello sviluppo e della realizzazione del Centro culturale e congressuale di Lucerna ed ex direttore del tink tank liberale Avenir Suisse) e dall’esperto immobiliare Beat Weiss nel 2023.
L’idea è quella di permettere a chi possiede i terreni, di costruire senza restrizioni entro un determinato periodo di tempo. Questo finché non viene raggiunto il numero di appartamenti previsto dal cantone nella zona bianca in questione. Ciò che dovrebbe incitare gli investitori a completare i progetti e i cantieri alla massima velocità per poter sfruttare i margini.
L’ufficio della pianificazione territoriale cantonale sta lavorando per definire il quadro giuridico delle zone bianche e la loro ubicazione in modo da poter modificare il piano direttore. Poi ci sarà da mettere mano alla legge edilizia. Inoltre i Comuni interessati dovranno concordare una modifica dei loro piani regolatori. Una procedura non semplice che potrebbe essere contestata davanti ai giudici e tramite referendum popolare. Ma i promotori dell’idea sono convinti che potrebbe essere realtà nel giro di non molit anni perché c’è urgenza di rispondere a una domanda di abitazioni in continua crescita che con le regole attuali è impossibile soddisfare anche a causa dei molti progetti bloccati da opposizioni e ricorsi.
La Matinale della RTS del 09.04.2026
Il Gran Consiglio dovrà pronunciarsi su questo progetto che ha già attirato l’attenzione oltre i confini cantonali. A Berna e Zurigo alcuni eletti si mostrano favorevoli all’idea di creare “zone bianche” per rispondere alla crisi abitativa.
L’idea suscita però riserve tra architetti e urbanisti. Magali Zuercher, presidente di Urbaplan, un’azienda specializzata nello sviluppo sostenibile del territorio, ai microfoni della RTS ha messo in guardia contro una densificazione a ogni costo. Secondo l’esperta, questo approccio potrebbe ridurre la qualità degli alloggi e trasformare queste zone in un vero “Far West”.
“Abbiamo già fatto questa esperienza in passato. Negli anni Sessanta sono stati costruiti grandi complessi abitativi dove c’erano solo alloggi, non necessariamente ben serviti dai trasporti pubblici”, ricorda l’architetta e urbanista.
Un altro rischio evidenziato riguarda possibili ricorsi. Progetti troppo minimalisti e con eccessiva densità potrebbero incitare a contestati davanti ai tribunali, rallentando così i cantieri invece di accelerarli.
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Controcorrente 15.05.2023, 11:45
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