Il battaglione di salvataggio 3, italofono, si è presentato sabato a Lugano illustrando uomini, mezzi e compiti svolti in caso di catastrofi ed emergenze. Sullo sfondo, però, c’è soprattutto il cambiamento in corso all’interno delle forze armate svizzere, sempre più orientate alla preparazione a possibili contesti di conflitto armato e non solo al supporto alle autorità civili.
Nel centro di Lugano sono stati mostrati diversi mezzi utilizzati dal battaglione, tra cui una motopompa impiegata in caso di grandi incendi industriali e capace di aspirare fino a 4’000 litri d’acqua al minuto.
Accanto alla presentazione tecnica delle attrezzature, il messaggio emerso resta però quello di un esercito che si prepara sempre più apertamente anche a scenari legati alla guerra. Un cambiamento che i responsabili collegano alla situazione internazionale e al ritorno dei conflitti armati in Europa.
“Vista la situazione tutto l’esercito sposta il focus sulla difesa. Vuole riacquisire le capacità di difendersi, quindi essere in grado di fare delle operazioni di salvataggio in un contesto dove c’è una certa minaccia e quindi di essere in grado di autoproteggersi”, ha dichiarato il comandante Stefan Roos alle telecamere del Quotidiano.










