Ticino e Grigioni

È sempre alto il sole sul fotovoltaico

In Ticino l'adozione degli impianti solari è sempre più gettonata e le richieste continuano a crescere - Negli ultimi 4 mesi 780 richieste al DFE

  • 17 marzo, 04:48
  • 11 settembre, 11:49
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La domanda di impianti solari è esplosa negli ultimi mesi

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Di: Lorenzo Perren

Alla faccia dei detrattori, in Ticino continua la corsa al fotovoltaico. Se dal gennaio al novembre 2022 il cantone aveva registrato 1'300 richieste di messa in esercizio per gli impianti a energia solare, solamente negli ultimi quattro mesi il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) ha ricevuto 780 ulteriori richieste.

È un trend ormai definito? “Difficile dirlo, tuttavia ci si aspetta una richiesta costante in linea con l’anno scorso”. Spiega Luca Gut, collaboratore scientifico dell'Ufficio Energia del DFE.

Sul fronte energetico infatti il 2022 è stato un anno particolare. “Consideri che da maggio a novembre 2022 il numero di richieste di messa in esercizio è stata di 870”. Probabilmente a seguito della paura generata dalle possibili conseguenze dell’invasione russa in Ucraina, che secondo il Consiglio federale avrebbero potuto portare anche a dei blackout energetici. Tuttavia, ormai a oltre un anno dell’inizio del conflitto, i tanto temuti scenari non si sono verificati e i prezzi di petrolio e gas sono scesi. Inoltre, per quanto riguarda il solare, i dati di questi ultimi mesi non solo indicano che la richiesta è sempre alta, ma addirittura suggeriscono che sta crescendo.

Settore privato: incremento notevole

“Il settore è esploso, la domanda è altissima” dichiara entusiasta Kim Bernasconi, ingegnera, responsabile di un’azienda attiva nel campo del solare, membro di comitato di Swissolar e capo del team di Greenkey. “Per farle un esempio concreto, la nostra azienda nel 2013 applicava 10 impianti all’anno, ora ne facciamo 4 o 5 a settimana”.

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Il fotovoltaico è ormai un'alternativa alla portata di tutti

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A cosa deve badare un possibile cliente

Il fotovoltaico persuade e convince, ma "non bisogna pensare che il fotovoltaico basti per risolvere tutti i problemi legati al consumo personale" mette in guardia Mauro Caccivio, ricercatore e responsabile del settore presso l'Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito (ISAAC) della SUPSI. Infatti le realtà abitative sono molto eterogenee tra di loro e per ognuna bisogna pensare ad una soluzione specifica e appropriata. Inoltre è necessario che alcuni requisiti - come una buona isolazione del tetto, un cappotto per le mura e un doppio o triplo infisso per le finestre - siano soddisfatti.

Rispetto al passato oggi un impianto fotovoltaico è molto più conveniente: è una fonte alla portata di tutti. "Il prezzo degli impianti negli ultimi anni è diminuito di 10 volte" fa notare il ricercatore. Si continuano però a sollevare criticità rispetto alla mancanza di costanza nella produzione. "È vero, il fotovoltaico rimane suscettibile alla meteo giornaliera e stagionale" ammette Kim Bernasconi.

"Noi cerchiamo di fare impianti che comunichino con altri apparecchi", spiega l'ingegnera, elencando diverse ipotesi di implementazione. "In primo luogo, con il fotovoltaico si cerca di coprire l'autoconsumo domestico". Così si vuole soddisfare la richiesta personale avvalendosi direttamente del proprio impianto.

Poi, se durante il giorno o durante l'anno si verificano dei momenti di sovraproduzione, si può accumulare l'energia in diverse maniere. "È possibile stoccare l'energia in apposite batterie oppure nella propria auto elettrica; sennò, un'altra opzione molto comune è quella di trattenere l'energia in esubero sotto forma di calore nella propria termopompa". L'energia elettrica in più verrebbe quindi indirizzata per produrre calore con la termopompa e utilizzare questo ultimo per alimentare le serpentine o la propria doccia.

Come detto, le opzioni non mancano, ma devono essere pensate e ragionate rispetto alla propria casa. A questo riguardo "è allora opportuno rivolgersi a professionisti nel settore con una visione d'insieme; richiedere diverse offerte e farle valutare da Ticinoenergia", per esempio, precisa Caccivio. Ticinoenergia, associazione che opera nel settore delle energie rinnovabili, offre infatti una prima consulenza gratuita a tutti i richiedenti, indirizzando la clientela verso la soluzione più idonea rispetto alla propria situazione.

Il confronto di offerte per impianti fotovoltaici si inserisce nel programma federale SvizzeraEnergia che, a sua volta, offre una consulenza gratuita per impianti di piccole e medie dimensioni.

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Il parco fotovoltaico galleggiante nel lago des Toules, a Bourg-St-Pierre in Vallese

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Un impianto come al Lac des Toules pure in Ticino?

Tra sussidi, incentivi e alternative, le strade per impiegare sulla propria casa la tecnologia solare sembrano spianate. Ma in Ticino si potrebbe pretendere qualcosa in più dalla politica? Magari sfruttando più proficuamente le montagne? Oppure usando le dighe? Non si potrebbe copiare il Vallese, dove a Bourg-St-Pierre è stato installato un parco fotovoltaico galleggiante nel lago des Toules?

"A questo riguardo è importante sottolineare che il Cantone ha già valutato tutte le opzioni", chiarisce Michele Fasciana, responsabile dell'ufficio dell'aria, del clima e delle energie rinnovabili della sezione della protezione dell'aria dell'acqua e del suolo del Canton Ticino.

In Ticino le dighe e le località di alta montagna sono state più volte oggetto di interesse per i progetti a energia solare, perché vantano alcune caratteristiche specifiche. "La neve sui pendii in alta montagna, grazie alla sua proprità riflettente, permette di sfruttare al massimo la tecnologia", spiega Fasciana, mentre "le dighe, grazie alle loro pareti, permettono di installare impianti con inclinazione maggiore, ottimi per la produzione invernale, quando il sole è più basso", prosegue.

Ma non tutto quello che è semplice a dirsi è semplice a farsi. "Ad esempio, per quanto riguarda il caso del lago di Toules - che rappresenta un unicum in Svizzera - ci sono moltissime variabili e problematicità da tenere conto" illustra il responsabile dell'ufficio. "Cosa succede se l'acqua diminuisce? E poi, a chi affidare la costruzione dell'impianto? Che tecnologia utilizzare? Come collegare il parco galleggiante alla rete elettrica? Ogni diga può essere idonea per un parco galleggiante?" Il Ticino insomma ci ha pensato, ma per ora la valutazione di rischi e benefici sembra essere negativa.

E per quanto riguarda le pareti delle dighe? "Tralasciando le problematicità tecniche che si presentano costantemente per questo tipo di progetti altamente avveniristici, si tenga conto anche della concretezza della situazione: un responsabile di un bacino idrico deve letteralmente poter vedere le mura del proprio impianto" spiega Fasciana, "in tal senso non si può pretendere di coprire completamente la parete ignorando questo tipo di necessità".

La stessa cosa vale per i pendii in alta montagna, che richiedono interventi mirati e altamente qualificati. Bisogna poi pensare come collegarli con la rete elettrica e prevedere strategie idonee per la manutenzione. Insomma, "non è facile come sembra e la maggior parte dei problemi riguarda aspetti tecnici a cui vanno ad aggiungersi aspetti di protezione del nostro paesaggio", conclude.

SEIDISERA del 13.03.2023: Via al dibattito sull'approvvigionamento energetico in Svizzera

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