A Bellinzona è andata in scena la finale de “La gioventù dibatte”: una battaglia a colpi di argomenti pro e contro su temi d’attualità. Camignolo contro Gordola per le medie, Lugano 2 contro Lugano 3 per i licei.
Quanto siete sicuri delle vostre idee? Avete mai ascoltato davvero chi non la pensa come voi, capito il perché e provato a discuterne a un tavolo, insieme? È questo il difficile esercizio proposto dall’evento “La gioventù dibatte”.
Imparare ad argomentare
“Sono trattati argomenti di attualità. Quindi è molto utile per uscire da quello che sentiamo tutti i giorni, per magari informarci su qualcosa di più importante e di più attuale”, dice Sofia Carboni, Liceo Lugano 2, alle telecamere del Quotidiano della RSI.
“Trovo che per convincere gli altri che tu sei nel giusto, la prima cosa da fare è sembrare tu stesso convinto - sottolinea da parte sua Alessio Ambrogi, Scuole medie Gordola -. “Non c’è una parte più facile... Il dibattito si può anche vedere come un gioco di ruolo, dove tu devi interpretare una parte che ti è stata assegnata e difenderla al meglio delle tue possibilità”.
I temi della finale
I 500 studenti in gara, in tempi prestabiliti, hanno dovuto difendere una tesi assegnata, davanti a una giuria. Temi del dibattito finale le iniziative “No a una Svizzera da 10 milioni!” per i licei e “Smartphone: a scuola no!” per le medie.
I vincitori
Ad aggiudicarsi questa 15esima edizione sono stati i due studenti delle medie di Camignolo e per le superiori la coppia del Liceo 2 di Lugano. “Da una parte sostenere una tesi con cui non si è d’accordo al 100% ti apre di più gli occhi, perché impari a vedere tutti i punti di vista. E scopri cose che non avresti mai imparato”, dice Annika Skandella, Scuole medie Camignolo. “Dopo questa esperienza cambierà il mio modo di pormi e parlare con gli altri, sono uscito cresciuto da quest’esperienza”, sottolinea Riccardo Ferrara, Liceo Lugano 3.
L’importanza del dibattito
Capire il tema, capire pro e contro, formarsi un’opinione consapevole, saperla esprimere e volerla discutere. Sembra scontato. Oggi, nell’era delle bolle dei social media, non lo è affatto.
TI: "La gioventù dibatte" sui telefonini a scuola
SEIDISERA 27.04.2026, 18:00
Contenuto audio






