Nella nuova puntata di “Chiedilo al Doc: infanzia e adolescenza, istruzione per l’uso” (la serie di approfondimenti di Prima Ora per affrontare i dubbi legati alla genitorialità), una mamma racconta la fatica di gestire tre figli che misurano tutto: attività speciali, routine della buonanotte, perfino i millimetri delle fette di torta. “Non è giusto!” è il ritornello quotidiano. Una situazione che molti genitori riconoscono.
Il dottor Wechsler, pediatra specializzato nello sviluppo infantile, rassicura subito: è normalissimo. Quando ci sono più fratelli, la competizione diventa una palestra relazionale in cui ognuno testa confini, ruolo e spazio personale. Non è una guerra reale per la giustizia: spesso è un gioco di principio, parte della crescita.
Perché cercano sempre il confronto
Secondo lo specialista, il punto non è cercare di rendere tutto identico, perché il “giusto” è diverso per ogni età. Un undicenne e un settenne non percepiscono la stessa cosa allo stesso modo. Pretendere la perfezione è impossibile: è la famosa “quadratura del cerchio” che mette in crisi tanti genitori.
La “sana arroganza genitoriale”
La soluzione? Praticare quella che il pediatra chiama “sana arroganza genitoriale”. Non significa autoritarismo, ma chiarezza. Il genitore decide, in modo sereno e fermo, senza cadere nella trappola delle giustificazioni infinite. Spiegare troppo, infatti, apre la porta a negoziazioni interminabili e fa perdere autorevolezza. Dire “Capisco che la pensi così, ma funziona così” è sufficiente e rassicura.
La vita vera è fuori casa
Un altro punto fondamentale è ricordare che la vita vera dei bambini è fuori casa: a scuola, nello sport, nelle relazioni tra pari. Le piccole lotte domestiche sono in gran parte un teatrino naturale, un modo per esercitare dinamiche di confronto in un ambiente sicuro.
Meno pressione, più serenità
I genitori possono quindi alleggerire la pressione: ciò che sembra una grande ingiustizia in un momento, poco dopo sarà dimenticato. Non si tratta di creare un equilibrio perfetto, ma di offrire un punto di riferimento stabile, capace di decidere con calma senza farsi travolgere dalle lamentele.
Il conflitto tra fratelli non è un segnale che qualcosa non va, ma un processo fisiologico. Con fermezza serena, ascolto e meno ansia da perfezione, la vita familiare diventa più semplice. E anche i figli, alla lunga, imparano che non serve misurare ogni millimetro per sentirsi amati allo stesso modo.
Se anche voi avete domande sulla crescita dei vostri figli, potete mandare le vostre domande per il dott. Andreas Wechsler scrivendo a Chiedilo al Doc.
Tutte le puntate di Chiedilo al Doc











