“Hans Peter Maier è una persona senza scrupoli. Ha un ego infinito, mente sempre e disprezza la vita altrui”. Lo ha detto il procuratore pubblico Moreno Capella davanti alla Corte d’appello e di revisione penale chiamata a giudicare il 53enne germanico che, l’11 novembre 2011, uccise con una ventina di coltellate Matteo Diebold. Nei confronti dell’imputato, vista la premeditazione e la perversione del suo agire, l’accusa ha anticipato che chiederà la condanna all’ergastolo per assassinio. Lo ribadirà domani, venerdì, alla fine della requisitoria.
La bugia, costante di vita
Il pp ha sottolineato come l’omicida nutriva il suo ego con abitudini lussuose. Lo faceva ingannando le persone come dimostrerebbero le truffe articolate da lui messe in piedi. “Maier dice bugie e non può pretendere di essere creduto oggi sul fatto che ha ucciso in preda all’impeto per un amore non corrisposto” ha precisato Capella, ricordando la freddezza e la lucidità dell’accusato prima, durante e dopo la sera del crimine.
“Non poteva restituire i soldi”
Lo scopo del delitto, ha affermato il pp, sarebbe stato quello di eliminare colui che gli aveva affidato 200'000 franchi in gestione, una somma ricevuta in eredità dalla madre e che Maier avrebbe invece sperperato e investito scelleratamente. “Non era in grado di restituirla e per questo ha ammazzato l’unica persona che poteva denunciarlo” ha evidenziato Capella, mettendo in risalto che l’accusato non aveva più soldi e il termine per rientrare col debito scadeva 6 giorni dopo quella sera di novembre.
Da.Pa
Comunicazione
In carcere Hans Peter Maier aveva una pennetta USB munita di carta telefonica per navigare in internet. L’oggetto è stato sequestrato in carcere durante un'operazione di polizia effettuata a fine settembre, poiché il suo utilizzo non è consentito all'interno del penitenziario. Tuttavia il possesso non prefigura reato. La pennetta era verosimilmente utilizzata dal 53enne per comunicare all'esterno, ma i controlli non avrebbero permesso di stabilire con chi.










