“È andata male quindi si attiva il piano B per onorare l’impegno preso con la Confederazione”. Così il presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli ha commentato domenica il risultato della votazione che ha negato lo stanziamento di un credito da 3,5 milioni di franchi per la partecipazione del canton Ticino a Expo 2015.
L’auspicio di Bertoli è che la quota dei privati aumenti. In questo modo quella del fondo Swisslos diminuirebbe. Se venisse raggiunta la cifra di 1,5 milioni, inoltre, il fondo non verrebbe neanche toccato (come chiedono Lega dei Ticinesi e Verdi). Al momento sono 900'000 i franchi raccolti da investitori privati.
Il consigliere di Stato trova le ragioni del successo del referendum da una parte nelle relazioni tese del Ticino con l’Italia, che hanno reso facile una campagna negativa, dall’altra nella consapevolezza dei cittadini sull’esistenza del piano B.
Il risultato del referendum sul credito per la partecipazione ad Expo 2015 verrà discusso domani, lunedì, a Modem. Saranno ospiti Gianni Righinetti, caporedattore del Corriere del Ticino, Aldo Bertagni, vicedirettore della Regione Ticino, Alex Grass, corrispondente SRF dal Ticino e Peter Jankowsky, corrispondente della NZZ.
CSI/ZZ
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