Undici medici (dieci della Carità e uno della Santa Chiara) rischiano la condanna per omicidio colposo. Solo cinque dei sedici dottori coinvolti nel caso non violarono infatti le regole dell’arte medica.
Questa la conclusione a cui è giunto l’esperto italiano chiamato a far luce sulla morte della 68enne che il 24 dicembre del 2010, a Minusio, rimase uccisa dal monossido fuoriuscito da una canna fumaria. Il suo rapporto di complemento alla perizia giudiziaria, consegnata nel 2013, è appena giunto alle parti.
La donna e il compagno erano stati ricoverati già prima della tragedia. La gasometria effettuata sulla 68enne aveva evidenziato chiaramente l’intossicazione, che era stata però ignorata. Da qui le responsabilità, che il perito - come detto – ha ora ripartito tra i singoli medici.
Francesco Lepori
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Il servizio di Francesco Lepori
RSI Info 15.04.2014, 21:36





