Un centinaio di persone si è ritrovato nel primo pomeriggio di sabato sul piazzale della stazione FFS a Bellinzona per una manifestazione promossa dal Movimento per il Socialismo (MPS). Al centro, la denuncia dell’azione militare statunitense in Venezuela e la richiesta di una presa di posizione netta anche da parte di Berna. Gli organizzatori chiedono la fine di ogni ingerenza politica, economica e militare degli Stati Uniti.
“Vi è un attacco da parte del governo di Trump a uno Stato, il Venezuela. È un ulteriore esempio di imperialismo… bisogna opporsi a questa deriva autoritaria, a questa legge del più forte”, ha dichiarato Matteo Pronzini, granconsigliere MPS. Nella stessa dichiarazione, Pronzini ha però voluto marcare una presa di distanza dal regime di Maduro… “è importante che la popolazione del Venezuela, ha detto, possa autodeterminarsi”.
Sulla stessa linea Franco Cavalli (Forum Alternativo), che ha evocato il ritorno alla dottrina Monroe. “Trump ha dichiarato chiaramente: tutta l’America Latina appartiene a noi e soprattutto il petrolio del Venezuela appartiene a noi e voglio riprenderlo. Ecco, ci sembra una cosa talmente grave che è giusto protestare contro questo imbarbarimento e il fatto che ormai le regole del diritto internazionale non contano più niente”. Nel pomeriggio bellinzonese è stata evidente la scarsa presenza di cittadini venezuelani. Alcuni di quelli presenti – avvicinati in strada dalla RSI – hanno spiegato di non sentirsi pienamente rappresentati dalla manifestazione. Il dopo-Maduro – con l’arresto che per alcuni è un sollievo e per altri una fonte di ansia – lascia il Paese e la “diaspora” di venezuelani sospesi tra speranze e timori.
La manifestazione arriva dopo i fatti di inizio gennaio, quando forze statunitensi hanno condotto un’operazione a Caracas che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e al suo trasferimento negli Stati Uniti, dove è comparso in tribunale. L’operazione è stata fortemente criticata all’estero e ha riacceso il dibattito sul rispetto del diritto internazionale e sulla legittimità di un’azione armata sul territorio di uno Stato sovrano.









