Un emendamento potrebbe fare uscire dall’impasse la nuova legge sulle aperture dei negozi, ferma in commissione della Gestione del Gran Consiglio ticinese da 4 anni. PPD e Lega presenteranno infatti una proposta di modifica che punta a vincolare l’entrata in vigore della normativa alla firma di un contratto collettivo d’obbligatorietà generale.
Una mossa che è però giuridicamente discutibile e che fa slittare ancora il voto in Gran Consiglio, da febbraio a marzo. Già lo scorso mese di gennaio l'esperto interpellato dalla commissione, Gabriel Aubert, aveva sostenuto che i cantoni, per la giurisprudenza federale, non hanno alcuna competenza per proteggere gli impiegati dei negozi attraverso il regolamento degli orari d'apertura.
Il relatore del rapporto di maggioranza, Marco Chiesa, forte della perizia, ha stroncato il nuovo emendamento, definendolo "privo di consistenza" ai microfoni della RSI.
Basterebbe infatti un ricorso per far crollare la normativa in gestazione da anni e che per il momento gode dell'appoggio di PLR e UDC, favorevoli al messaggio ma senza l'emendamento. Lega e PPD potrebbero aggiungersi ma, se vorranno far passare la loro modifica, dovranno chiedere il sostegno al PS. Questi ultimi sono però relatori di un rapporto di minoranza e, sulla nuova propoposta, non si sono al momento sbilanciati.
CSI/ab
Dal Quotidiano:
CSI 18.00 del 10.2.2014 Il servizio di Giorgia Roggiani
RSI New Articles 10.02.2015, 19:08
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