Una multa di 160’000 franchi per aver sottopagato i suoi dipendenti. L’ammenda salata, come rivela SEIDISERA, è stata inflitta dalla commissione paritetica cantonale ingegneri, architetti a due società di Mendrisio, riconducibili allo stesso titolare, la Klingenberg Arkitektur SA e la Klingenberg Services SA. Secondo l’indagine, l’importo dei salari non pagato è stato di circa un milione di franchi in quattro anni.
Ai dipendenti, spesso architetti neolaureati, al primo impiego, veniva fatto firmare un contratto a tempo parziale. Ma, a fronte di stipendi del 50, 40 o 30%, venivano fatti lavorare al 100%. Il datore di lavoro, secondo le testimonianze, faceva leva sullo stato di necessità dei dipendenti. Accettavano, “perché - ha spiegato uno di loro alla RSI - avevo bisogno di lavorare. Non avevo alternative”.
SEIDISERA ha contattato lo studio Klingenberg per una replica. Il titolare non ha tuttavia voluto rilasciare dichiarazioni. Ha però detto che queste multe saranno impugnate dai suoi legali e che gli avvocati dimostreranno la buona fede della società.
Secondo Paolo Locatelli, sindacalista OCST interpellato per una reazione, si tratta di “una forma di sfruttamento dei lavoratori assolutamente inaccettabile”. Anche “grazie all’Ispettorato del lavoro siamo riusciti ad appurare che oltre una decina di persone erano assunte al 30% ma lavoravano a tempo pieno”. Per Locatelli infrazioni di questo tipo, già viste in altri ambiti, rappresentano “un caso eccezionale” nel settore degli architetti e degli ingegneri, dove “questo sistema non deve assolutamente entrare”. Per il momento i singoli dipendenti non hanno presentato denuncia penale. E il sindacato? “Lo stiamo valutando”, risponde Locatelli.
Pur trincerandosi dietro la riservatezza, e non facendo nomi di aziende, il presidente della paritetica, Stefano Campana, conferma che “in questo momento la commissione sta gestendo dei casi di particolare gravità. Posso garantire che le multe sono tutt’altro che simboliche e sono di gran lunga superiori all’insieme di quelle comminate negli ultimi anni”. E aggiunge: “Si tratta assolutamente di concorrenza sleale, che lede chi rispetta le regole”. Anche per Campana si tratta “sicuramente di casi isolati”, ma invita a segnalare chi dovesse vedere delle situazioni irregolari: “È molto importante”.
SEIDISERA del 06.02.2026





