Ticino e Grigioni

Aria in Ticino, record positivo nel 2025

La qualità è ulteriormente migliorata - Per la seconda volta dal 2019 tutte le stazioni rispettano i limiti per le polveri fini, ma l’ozono torna a crescere

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Torrente Leguana a Camignolo

Torrente Leguana a Camignolo

  • Ti-Press
Di: Diem/M.Mar. 

Il 2025 ha segnato traguardi storici per la qualità dell’aria in Ticino, ma restano criticità. I dati dell’Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana (OASI), pubblicati a giugno 2026, mostrano livelli minimi storici per polveri fini e diossido di azoto.

Le concentrazioni degli inquinanti primari, come il diossido di azoto (NO₂), il diossido di zolfo (SO₂) e il monossido di carbonio (CO), e di quelli parzialmente primari, come le polveri fini (PM10 e PM2.5), sono diminuite in modo notevole. La tendenza positiva degli anni precedenti si è però invertita per quanto riguarda l’ozono, inquinante secondario che si forma a partire da altre sostanze.

Polveri fini e diossido di azoto: risultati positivi

La notizia principale del rapporto sulla qualità dell’aria 2025 riguarda le polveri fini PM10. Per la seconda volta in assoluto, dopo il 2019, tutte le stazioni di misura rispettano il limite di legge. La media annua complessiva di tutte le stazioni si attesta a 15 microgrammi per metro cubo, contro un limite di 20.

Anche il diossido di azoto (NO₂) conferma la tendenza positiva. Per il sesto anno consecutivo tutte le stazioni registrano valori entro i limiti. La media annua complessiva è di 17 microgrammi per metro cubo, contro un limite di 30. Alcune stazioni autostradali come Camignolo e Moleno, pur non essendo rappresentative per la popolazione, rispettano la norma per la prima volta in quasi quarant’anni di misurazioni.

L’ozono torna a crescere

Il dato meno positivo riguarda l’ozono. Dopo un 2024 eccezionalmente buono, i superamenti del limite orario sono aumentati in modo marcato nel 2025. La maggior parte delle stazioni ha registrato superamenti per sette mesi consecutivi, da marzo a settembre.

Il principale responsabile è stato giugno, il secondo mese più caldo dall’inizio delle misurazioni. La situazione resta critica in tutto il Cantone, sia nelle zone urbane che in quelle rurali. Le concentrazioni superano il limite per centinaia di ore all’anno, quando la legge permetterebbe un solo superamento.

La formazione dell’ozono dipende da fattori complessi: irraggiamento solare, temperatura e sostanze precursori. I valori oscillano molto da un anno all’altro. Nonostante la forte riduzione degli ossidi di azoto, i superamenti dell’ozono non diminuiscono con la stessa intensità.

Le cause del miglioramento

Il calo di polveri fini e diossido di azoto ha due cause principali. Da un lato il meteo favorevole: il 2025 è stato il quarto anno più caldo dal 1864. L’inverno mite ha impedito la formazione di inversioni termiche durature, che intrappolano gli inquinanti.

Dall’altro i progressi tecnologici: più veicoli elettrici e più pompe di calore al posto di impianti a combustibili fossili. Il traffico motorizzato resta responsabile del 70% delle emissioni di diossido di azoto. Le maggiori concentrazioni si rilevano negli agglomerati del Sottoceneri.

Le sfide future

Nonostante i progressi, la qualità dell’aria non rispetta ancora completamente la legge federale. L’Organizzazione mondiale della sanità propone limiti ancora più severi per proteggere la salute.

I cambiamenti climatici modificano lo scenario. Le condizioni di alta pressione estiva favoriscono l’ozono. Gli episodi critici potrebbero estendersi anche a primavera e autunno. Al contrario, gli inverni più miti potrebbero ridurre l’inquinamento da polveri fini.

Il Cantone ha adottato un Piano di risanamento dell’aria con 12 misure. Nove riguardano impianti fissi, in particolare stufe a legna e impianti industriali. Due mirano a ridurre le emissioni dei veicoli.

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Notiziario

Notiziario 25.06.2026, 11:00

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