Un’iniziativa per limitare il mandato dei consiglieri di Stato a tre legislature è stata presentata oggi, mercoledì. Gli atti parlamentari sono due e collegati tra loro. Da una parte si vuole cambiare la legge cantonale sull’esercizio dei diritti politici, dall’altra si chiede una modifica costituzionale. L’obiettivo è semplice e chiaro: limitare a tre legislature i mandati dei consiglieri di Stato.
Attualmente in Svizzera sono solo sei i politici che siedono in un governo cantonale da più di dodici anni. Due di questi in Ticino, i leghisti Norman Gobbi e Claudio Zali. Sembra quasi che questa iniziativa abbia due nomi e due cognomi ben precisi.
Gendotti: “Il nostro è un discorso sulle istituzioni”
“Il nostro non è un discorso contro delle persone o contro dei partiti, ma un discorso istituzionale, di buon funzionamento delle istituzioni, per garantire anche un ricambio generazionale”, ha spiegato a SEIDISERA Sabrina Gendotti del Centro, prima firmataria dei due atti parlamentari. Il sostegno è arrivato da quasi tutti i partiti, non dalla Lega dei Ticinesi, probabilmente per opportunità politica, ma nemmeno dal Partito Socialista, che la regola delle tre legislature già ce l’ha nel proprio statuto.

Sabrina Gendotti
“Il Centro e il Partito Liberale, se non erro, hanno sedici anni. Però questi sedici anni possono essere derogati: è possibile chiedere una deroga all’assemblea e quindi continuare. Un limite sì, c’è, ma non è così ferreo. Invece ancorarlo nella Costituzione, rispettivamente nella legge sui diritti politici, è un limite ferreo a cui non si può derogare.” Alla domanda se il Centro potrebbe dare il buon esempio, Gendotti risponde: “Sì, assolutamente. Potrò proporlo all’interno del partito, perché no?”
Quanto all’estensione del limite anche al Gran Consiglio: “La riflessione è stata fatta, ma vorremmo approfondire un po’ di più, anche perché, a mio modo di vedere, novanta deputati sono molti, forse troppi. Potremmo fare una riflessione sulla riduzione del numero di deputati e valutare se introdurre anche per il Parlamento questo limite di dodici anni.”
Le iniziative dovranno ora essere esaminate dal Parlamento e, toccando la Costituzione, si passerà anche dal voto popolare. La speranza dei promotori è che il tutto entri in vigore a gennaio 2028.







