Le ore passano, ma per il momento si sa poco o nulla in merito alla matrice dell’attentato alla maratona di Boston, che ha finora causato la morte di 3 persone e il ferimento oltre 140.
Così come affermato da Barack Obama, non viene esclusa nessuna pista, sia essa esterna, legata al fondamentalismo islamico, o interna, legata ad estremisti di destra, come quelli che il 19 aprile del 1995 fecero saltare in aria un edificio federale ad Oklahoma City, provocando 168 morti.
Per ora solo indiscrezioni
Le indagini sono infatti ancora in corso e né la polizia né le autorità statunitensi si sbilanciano sui motivi della strage. Sembrerebbe però che i due ordigni, artigianali e pieni di cuscinetti a sfera, siano stati posti dentro alcuni cestini della spazzatura lungo il marciapiede e siano stati fatti esplodere con un telecomando a distanza.
Le indiscrezioni invece si susseguono, come l'arresto di alcuni sospettati, che la polizia di Boston ha subito smentito, confermando solo che sta interrogando una cosiddetta “persona d'interesse”, un giovane straniero, negli USA grazie a un visto studentesco e rimasto ustionato nell'esplosione.
“Una strage di gambe mozzate”
Per il giornalista della Stampa, Maurizio Molinari , l’attentato è stato “ben pianificato”, con una prima, debole esplosione che aveva lo scopo di ferire alcune persone e di attirare il personale di soccorso sul luogo, a cui ne è seguita una seconda, ben più potente. All'interno di questo secondo ordigno vi erano delle biglie affilate, che hanno dilaniato gli arti inferiori delle persone accorse sul posto. Il bilancio della strage poteva quindi essere molto più alto.
“Minaccia interna con ideologia esterna”
Per Lorenzo Vidino , professore al Center for Security Studies (CSS) del Politecnico di Zurigo e per anni residente nella città del Massachusetts, è ancora “prematuro” individuare il colpevole, poiché non si hanno ancora a disposizione le prove forensi.
Il fatto delle biglie potrebbe però far effettivamente pensare al modus operandi di alcuni gruppi mediorientali, anche se è necessario sottolineare che si tende erroneamente a pensare ad Al Qaida "come ad un gruppo esterno", mentre vi sono “diverse cellule” interne, anche nell’area di Boston, che pianificano attentati. Si tratterebbe dunque, in questo caso, di una “minaccia interna con un’ideologia esterna”. I caratteri amatoriali dell’attentato, come gli ordigni inesplosi, farebbero inoltre pensare ad una cellula domestica di matrice jihadista, che ha agito indipendentemente.
Il Patriots’ Day legato al terrorismo di destra
Non si può neppure escludere la pista interna, della destra americana, che già aveva colpito nel giorno del Patriots’ Day, legato all’indipendenza degli Stati Uniti, che cade il terzo lunedì del mese negli Stati del Massachusetts e del Maine. In particolare, si festeggia la battaglia di Lexington e Concord del 19 aprile 1775. A livello nazionale, è anche il giorno dedicato alla consegna delle tasse. Una giornata che è dunque "vicina alla tematica delle battaglie contro la tassazione portate avanti dall’estremismo interno di destra", come ricorda Ferdinando Fasce , professore ordinario di storia contemporanea all'Università di Genova.
Il terrorismo interno è inoltre ricordato, tra gli altri, per l’attentato, avvenuto proprio il 19 aprile del 1995, ad Oklahoma City e per quello ai Giochi Olimpici di Atlanta del 1996, quando una bomba è esplosa all'interno del Centennial Olympic Park. Al momento della deflagrazione, l'area era già stata evacuata, ma 2 persone persero la vita e oltre 100 rimasero ferite. Per l'attacco fu arrestato e condannato Erik Rudolph, attivista del movimento Christian Identity, che ammise di aver ideato l'attentato per supportare la campagna della sua organizzazione contro l'aborto e l'omosessualità.
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MODEM - 16-04-2013.MUS
RSI Info 16.04.2013, 11:04






