Ticino e Grigioni

Elicottero precipitato e feriti da operare contemporaneamente, “un test importante”

Due neurochirurghi dell’EOC spiegano alla RSI l’intervento in emergenza sui politraumatizzati

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Polizia e soccorritori sul luogo dell'incidente
03:36

Incidente d'elicottero: le condizioni dei pazienti

SEIDISERA 07.05.2026, 18:00

  • Rescue Media
Di: SEIDISERA - Giorgia Lorenzini / M. Ang. 

Lunedì, a Mezzovico, è precipitato un elicottero privato con a bordo sei persone. Tre di queste sono state ricoverate all’Ospedale Civico di Lugano, una a Lucerna e due minorenni a Basilea. I medici ticinesi hanno dovuto gestire una situazione complessa, con tre pazienti gravi da trattare contemporaneamente. La trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI ha intervistato due neurochirurghi dell’Ente Ospedaliero Cantonale.

La gestione dell’emergenza

“Questo è stato un test importante per gestire la stessa patologia nello stesso momento - spiega Andrea Cardia, primario di neurochirurgia al civico -. Sono pazienti politraumatizzati, quindi hanno più problematiche come perdite di sangue, situazioni emodinamiche instabili. È molto importante gestire il triage, quindi gestire l’urgenza e decidere lucidamente qual è la priorità e qual è il paziente da mandare per primo in sala operatoria. Questi pazienti erano di diversa gravità: due con lesioni midollari. Erano da operare in un regime di emergenza, che abbiamo gestito col team di terapia intensiva e con il team ortopedico. Quindi abbiamo iniziato due interventi praticamente paralleli e abbiamo operato, stabilizzando il paziente dal punto di vista strutturale e decomprimendo (e quindi liberando) il midollo, che era danneggiato parzialmente”.

Le condizioni dei pazienti

In che condizioni si trovano i pazienti più gravi? “La prognosi è ancora riservata. Abbiamo avuto cenni di un modesto miglioramento che è importante nelle prime ore dopo l’intervento. - risponde Cardia - Adesso sono ancora in terapia intensiva, sotto controllo dal punto di vista dei monitoraggi. Verranno mandati al più presto in una riabilitazione intensiva”.

Si può dire che la loro vita è fuori pericolo? “Abbiamo un paziente ancora intubato, quindi non è possibile sciogliere una prognosi. E gli altri due pazienti non sono in pericolo di vita, ma vanno poi gestite chiaramente le loro condizioni neurologiche e funzionali nei prossimi mesi.

Il lavoro in parallelo

Ivan Cabrilo, neurochirurgo, caposervizio e responsabile della chirurgia spinale è stato chiamato dalla squadra di guardia e ha ricevuto i pazienti quando sono arrivati lunedì. “Abbiamo lavorato in parallelo con diverse squadre contemporaneamente. Le operazioni sono andate bene. Per i pazienti non possiamo entrare ovviamente nei dettagli, però, visto che si tratta di lesioni spinali e anche midollari, i prossimi passi saranno la riabilitazione. Quindi non ci saranno altre operazioni a priori”, spiega a SEIDISERA.

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