Ticino e Grigioni

Brusio, rischio scarcerazione

Richiesta la sospensione della custosia cautelare al processo in corso a Sondrio per evitare che gli imputati tornino liberi il 9 gennaio

  • 04.10.2013, 16:33
  • 4 maggio, 12:32
Il Tribunale di Sondrio

Il Tribunale di Sondrio

  • foto rsi

La richiesta ora è ufficiale: sospendere i termini di custodia cautelare (che in Italia consente di tenere in cella un sospettato di omicidio per non più di un anno e sei mesi dal decreto che ne dispone il giudizio) per evitare che i presunti responsabili del duplice delitto di Zalende possano tornare liberi dal prossimo 9 gennaio.

Alla Corte d’Assise di Sondrio la decisione: se accoglierà la sospensione chiesta dalla pubblica accusa i due imputati resteranno in carcere per tutta al durata del processo.

Il pronunciamento ufficiale si avrà il 23 ottobre prossimo, giorno in cui riprenderà il processo. La pubblica accusa ha motivato la richiesta adducendo la complessità del dibattimento, il numero di testi e delle perizie disposte (ben tre), la richiesta in corso di rogatoria internazionale che porterà al banco dei testimoni alcuni cittadini svizzeri.

Terreno conteso

Al centro dell’udienza di oggi anche la compravendita di un terreno sulle sponde del lago di Como da parte di alcuni parenti stretti di Gianpiero Ferrari, barbaramente ucciso con la moglie Gabriella Plozza. Parenti con i quali i coniugi freddati il 20 novembre del 2010 avevano da anni nei Grigioni un contenzioso giudiziario per un’eredità milionaria.

Questi parenti, che verranno citati nelle prossime udienze, erano interessati ad un’area da 9'000 metri quadrati che avrebbero dovuto acquistare – per tramite di Ezio Gatti, imputato d’omicidio con il moldavo Ruslan Cojocaru – al prezzo di un milione di euro. Ma l’affare si arenò dopo il delitto. L’avvocato degli eredi Ferrari ha insistito a lungo nell’interrogatorio del teste colichese: “Occorre fare chiarezza – ha dichiarato l’avvocato Maurizio Carrara che difende i figli delle vittime – non solo perché in questa vicenda è coinvolto l’imputato Gatti e alcuni cittadini svizzeri che risultano ancora indagati nella Confederazione, ma soprattutto per capire se quella fosse davvero un’operazione immobiliare o piuttosto se non nascondesse piuttosto qualcosa d’altro”.

Antonia Marsetti

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  • CSI 18.00 Il servizio di Antonia Marsetti

    RSI Info 04.10.2013, 19:57

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