Torna a far discutere il caso di Yasin , il giovane richiedente l’asilo iraniano di etnia curda arrivato in Svizzera nel 2008, a cui è stato ordinato di lasciare la Confederazione entro il prossimo 21 febbraio. Dopo la rete, ora è la politica a scendere in campo a suo favore.
È stata infatti comunicato oggi, mercoledì, che quattro parlamentari di differenti partiti hanno presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato per sapere come e se intende sospenderne l’allontanamento dalla Svizzera e se vuole - ai sensi della Legge Federale sugli Stranieri, che riconosce deroghe alle condizioni d’ammissione – concede al giovane un permesso di soggiorno in Ticino.
I firmatari dell’interpellanza – Pelin Kandemir , Fiorenzo Dadò , Christian Vitta e Francesco Maggi , capi gruppo in Parlamento di PS, PPD, PLRT e Verdi – sottolineano che il ragazzo si è integrato molto bene e ha trovato un lavoro a tempo indeterminato. Per questi motivi chiedono al Governo di “utilizzare tutti i margini di apprezzamento concessi dalla Legge Federale sugli stranieri per richiedere alle autorità federali la concessione di un’autorizzazione di soggiorno in Ticino per Yasin”.
A sostegno del 23enne si erano già mobilitati i suoi amici, che hanno lanciato una raccolta firma per farlo rimanere a Bellinzona, città dove vive, e che stanno organizzando per il prossimo 15 febbraio nelle strade della capitale una manifestazione in suo sostegno.
Red.MM-LudoC.







