Due settimane fa il Consiglio di Stato ha presentato il suo piano per applicare - parzialmente dall’anno prossimo e definitivamente dal 2029 - le iniziative sulle casse malati di Lega e Partito Socialista, approvate lo scorso autunno dai ticinesi. Un pacchetto che non è piaciuto e continua a non piacere ai principali partiti. Tanto che in Parlamento si pensa a una via alternativa: spacchettare quanto proposto dal Governo e procedere separatamente con le due iniziative.
L’incontro tra Governo e Parlamento è il primo dopo la presentazione del piano per implementare le due iniziative sulle casse malati. Il pacchetto da 60 milioni applica parzialmente da gennaio entrambe le proposte ma convince pochi o nessuno. Tanto che al termine dell’incontro e della riunione della Gestione, al capitolo “eventuali”, il presidente di giornata, Fiorenzo Dadò, gran consigliere del Centro, avanza la proposta di spacchettamento. “Perché ritengo che le due iniziative, anche se comprendono il tema delle casse malati, sono sostanzialmente qualcosa di molto diverso. Quindi cercare di andare assieme, cercare di finanziarle assieme, significa creare uno stallo o un impasse. Rischiamo di arrivare all’anno prossimo senza aver realizzato nulla e quindi aver dato nulla alla popolazione, che invece si attende un aiuto”.
Due iniziative, due approcci
Con il pacchetto del Governo, il Parlamento si pronuncerebbe quindi su due temi separati: l’applicazione dell’iniziativa del Partito Socialista (che propone di aumentare i beneficiari dei sussidi) e l’applicazione di quella della Lega (che propone invece di sgravare totalmente i premi pagati). “Si può anche decidere di non proporre nessun tipo di finanziamento e poi lasciare al governo di trovarlo col preventivo. Saranno delle discussioni che dovranno essere fatte ma se si vuole cercare di realizzare qualcosa dobbiamo assolutamente scindere i due temi”, dice Dadò alle telecamere del Quotidiano della RSI.
I rischi della separazione
C’è il rischio però che alla fine ne venga accettata solo una delle due. “Ma questa è anche una possibilità e non si sa. Bisognerà vedere quello che eventualmente decide il Gran Consiglio. Tuttavia adesso è prematuro. Settimana prossima ne discuteremo in Commissione della gestione”, sottolinea Dadò.
Le reazioni dei partiti
Ivo Durisch, capogruppo del Partito Socialista, dal canto suo sostiene che “comunque ci debba essere una garanzia per il cittadino di entrata in vigore e di entrata in vigore di entrambe”. “Adesso io potrei leggere dietro questa ipotesi il voler mettere magari in vigore un’iniziativa e non quell’altra. Io credo che abbiano pari grado, pari diritto e debbano entrare entrambe al più presto in vigore, impacchettate o non impacchettate”, ha ribadito.
Il coordinatore della Lega dei Ticinesi, Daniele Piccaluga, si dice pronto a discutere la proposta di spacchettamento, a patto che l’iniziativa leghista entri completamente in vigore dal prossimo gennaio. Il perché lo ha spiegato lunedì alla trasmissione della RSI 60 minuti. “La nostra è un’iniziativa fiscale, la loro era un’iniziativa sul premio della casse malati...però le si accomuna perché sono state vinte lo stesso giorno ma sono fondamentalmente burro e ferrovia”.









