Le centrali a carbone, che in Europa producono un quarto dell’energia elettrica, causano: costi sanitari annui per 42,8 miliardi di euro, 18’200 decessi prematuri, circa 8’500 nuovi casi di bronchiti croniche e oltre 4 milioni di giornate di lavoro perse.
La denuncia è contenuta nell'ultimo rapporto dell'organizzazione internazionale "Health and Environment Alliance", che riunisce più di 70 associazioni di medici, pazienti e assicurazioni sanitarie senza scopi di lucro. Secondo lo studio a conquistare la maglia nera è la Polonia, dove i costi sulla salute di questi impianti sono stimati in circa 8 miliardi di euro l'anno, seguita da Romania e Germania, con oltre 6 miliardi di euro ciascuna.
Cifre importanti, che si spiegano con il fatto che gli inquinanti prodotti dal carbone, dal particolato all'anidride solforosa e agli ossidi di azoto (questi ultimi precursori dell'ozono), possono viaggiare a lunga distanza provocando a lungo termine malattie respiratorie croniche, tumore ai polmoni e problemi cardiovascolari, in particolare nel caso di soggetti sensibili come vecchi e bambini.







