Della strategia di uscita dell'Azienda elettrica ticinese (AET) dalla centrale a carbone di Lünen, che dovrebbe avvenire entro il 2035, si è occupato nel pomeriggio il parlamento ticinese.
La discussione verteva sulla mozione socialista che chiedeva di attribuire a un intermediario finanziario la gestione dell’operazione allo scopo di scongiurare perdite derivanti dall’instabilità del mercato energetico, in particolare di quello del carbone che, come hanno sottolineato i Verdi in aula, trova sempre maggiori difficoltà in Europa.
In particolare questo esperto avrebbe dovuto individuare l’eventuale acquirente del pacchetto azionario di AET, conducendo le relative trattative. Il plenum ha però bocciato, con 42 voti (PLR, PPD e UDC) a 38 (PS e Verdi), l’atto parlamentare.
Leonardo Spagnoli







