Il centro per richiedenti l'asilo di Waldau a Landquart, nei Grigioni, è al centro delle critiche. La gestione della struttura di assistenza minima, in cui è avvenuta la rissa mortale che ha portato alla condanna a nove anni di un 35enne palestinese, è ritenuta carente sotto molti punti di vista.
A lanciare le accuse indirizzate alle autorità cantonali è Gustav Ott, presidente del Centro di consulenza grigionese per richiedenti l’asilo.
"Non è la prima volta che segnaliamo la pericolosità di questo centro. Una struttura dove si sono già verificati accoltellamenti e dove - in due occasioni - è stato appiccato il fuoco" sottolinea puntando il dito contro le autorità e in particolare l'Ufficio migrazione. Questo, per bocca del suo direttore Marcel Suter, respinge gli addebiti. "Non abbiamo fatto degli errori. Conflitti personali possono nascere ovunque e in qualsiasi momento. Il centro è parzialmente sorvegliato. Non possiamo però essere sul posto 24 ore su 24" afferma escludendone un'eventuale chiusura.
Diem/TG
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