Ticino e Grigioni

"Che Locarno e Bellinzona crescano"

Ghiringhelli lancia l'iniziativa popolare sulle aggregazioni

  • 20.03.2012, 15:43
  • 4 maggio, 11:42
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Detto fatto. Dopo poco più di tre mesi dalla presentazione della proposta, l’iniziativa popolare costituzionale elaborata da Giorgio Ghiringhelli per chiedere la nascita della “grande Locarno “ e della “grande Bellinzona” è diventata realtà.

Due mesi di tempo, a partire da oggi, per raccogliere le 10'000 firme necessarie affinchè sulla questione sia il popolo ticinese ad esprimersi. Un compito non certo facile e alquanto oneroso, ha sottolineato il rappresentante del Guastafeste nel corso di una conferenza stampa a Bellinzona, durante la quale ha ricordato l’importanza che nel Sopraceneri vengano creati due nuovi grandi poli.

È tempo di crescere

Ghiringhelli non si è mostrato preoccupato dal recente affossamento di due progetti di fusione nel Locarnese poiché, “sono stati bocciati dalla maggioranza dei comuni, ma non dalla popolazione che, per contro, li ha approvati”. La creazione di due nuovi grandi enti locali va nell’interesse dei cittadini e dell’intera economia regionale; dopo le aggregazioni nel Luganese e nel Mendrisiotto è più che mai necessario creare altrettante realtà importanti e forti anche nel Locarnese e nel Bellinzonese, ha aggiunto.

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La parola ai cittadini

L’iniziativa va nell’interesse di tutti cittadini, che in futuro potranno contare su un miglior equilibrio cantonale e su un’economia locale più solida, ha sostenuto Ghiringhelli che ha colto l'occasione per rispedire al mittente le critiche sull'iniziativa giudicata da alcuni come “anticostituzionale, antidemocratica e irrispettosa dell’autonomia comunale”.

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Giudici, "non solo una grande Lugano"

In prima fila, tra i sostenitori dell’iniziativa, pure il sindaco di Lugano. Nel corso dell’incontro Giorgio Giudici ha tenuto a precisare l’importanza della creazione di nuove regioni, più forti e indipendenti, in grado di rispondere meglio alle nuove esigenze, non solo della popolazione.

“Lo sviluppo del territorio avviene oggi a livello regionale e non più comunale, è pertanto necessario e importante creare delle vere e proprie aree di sviluppo; bisogna cambiare metodo di lavoro, cambiare mentalità e guardare al futuro con una nuova pianificazione”, ha aggiunto Giudici secondo il quale “dopo la grande Lugano è la volta ora anche della grande Locarno e della grande Bellinzona”.

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Pedrazzini, "guardare e pensare al futuro"

Dello stesso avviso pure Luigi Pedrazzini secondo cui "nel Sopraceneri mancano oggi due città forti, in grado di guardare al futuro con ottimismo e maggior progettualità". Ora, ha sostenuto l’ex consigliere di Stato ticinese, è giunto il momento della svolta, anche perché la gestione del territorio sta diventando una questione regionale, cantonale e non più locale, comunale.

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La proposta in breve

L'iniziativa di Ghirighelli propone la creazione di due nuovi grandi comuni di Locarno e di Bellinzona. La città sulla riva del Verbano dovrebbe unirsi in matrimonio con Ascona, Brione s/Minusio, Brissago, Cavigliano, Centovalli, Cugnasco-Gerra, Gordola, Lavertezzo, Losone, Mergoscia, Minusio, Muralto, Orselina, Ronco s/Ascona, Tegna, Tenero-Contra e Vercio. Il cantone dovrebbe contribuire alla realizzazione della fusione con un contributo di 24 milioni.

Per quanto riguarda la città dei castelli, questa dovrebbe aggregarsi con Arbedo-Castione, Cadenazzo, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Lumino, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio, Sant'Antonino e Sementina. Il contributo proposto per la fusione è di 30 milioni.

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  • CSI 18.00 MINOLI GHIRINGHELLI 20.03.12.MUS

    RSI Info 20.03.2012, 19:06

    • credits
  • Il servizio di Renato Minoli

    RSI Info 20.03.2012, 19:06

Lino Bini

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