Un "sì", ma a denti stretti e nella consapevolezza che il Ticino non potrà permettersi, in futuro, passività crescenti come quelle emerse dai conti dello scorso anno. Dovrebbe essere questa, in buona sintesi, la risposta che la maggioranza del Gran Consiglio darà domani, martedì, sul Consuntivo cantonale 2013.
Il dibattito, iniziato lunedì pomeriggio, è stato preceduto e caratterizzato dalla clamorosa defezione della Lega. Il gruppo del partito ha abbandonato polemicamente l'aula, protestando contro la risposta del Governo ad un'interpellanza sul ricorso al fondo Swisslos per la presenza ticinese a Expo 2015.
Le discussioni sono state così avviate senza la partecipazione dei deputati leghisti. Christian Vitta, per il PLR, ha sottolineato la necessità di "un'azione decisa e coesa di tutte le forze politiche" per il contenimento del deficit cantonale.
Anche per il PPD si impone una svolta per affrontare le insidie di un crescente disavanzo. Una situazione che - a detta del PS - va ricondotta all'impatto sulle entrate prodotto dagli sgravi fiscali concessi fra il 1995 e il 2005. Agevolazioni che, secondo Pelin Kandemir Bordoli, "hanno favorito con ogni evidenza le classi privilegiate".
Contro il Consuntivo 2013 si schiereranno con decisione UDC e Verdi. I democentristi sottolineano l'insostenibilità di un debito pubblico che, con una media pro capite sui 5'000 franchi, ha raggiunto la soglia più elevata dal 1980.
I Verdi, autori di un rapporto di minoranza sottoscritto anche dall'UDC, denunciano da parte loro un modello economico caratterizzato in Ticino, da bassi salari, basso valore aggiunto e dipendenza dal settore bancario.
Red.MM/ARi
CSI 18.00 del 23.06.14 - La cronaca di Sharon Bernardi
RSI Info 23.06.2014, 21:16
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CSI 07.30 del 24/06/2014: il servizio di Veornica Alippi
RSI Info 24.06.2014, 09:15
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