Il PS ticinese passa al contrattacco. Il comitato ha formalmente approvato mercoledì il lancio di tre referendum. I socialisti dicono “no” alla riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi, da 4 a 3 unità, aderendo quindi all’annunciato referendum del sindacato VPOD. “No” alla modifica sulla legge dell’assistenza della cura a domicilio, che prevede la partecipazione dell’utente ai servizi, anche questo lanciato dalla VPOD. E sua volta il PS lancia il referendum per dire “no” all’adeguamento al ribasso delle soglie di intervento LAPS.
Si tratta di tre referendum che, se approvati, avrebbero un impatto di 13,6 milioni sulla manovra complessiva di risanamento dei conti cantonali che è di circa 200 milioni.
Inoltre il comitato del PS ha dato delega alla direzione del partito, su proposta del consigliere di Stato Manuele Bertoli, di elaborare una o più iniziative popolari costituzionali, in materia fiscale, al fine di contrapporsi all’offensiva del gruppo la Destra che intende dotare lo Stato di un nuovo strumento di freno alla spesa.
acciari/joe.p.




