Ticino e Grigioni

Dal Malcantone al Locarnese, è tempo di aggregazioni

L’approccio negli anni è cambiato: meno “grandi numeri” e più progetti mirati, costruiti attorno a bisogni concreti e alla capacità dei Comuni di reggere servizi, infrastrutture e amministrazione

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Aggregazioni comunali: il punto sui cantieri aperti

Il Quotidiano 24.01.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano- Paolo Ascierto/sdr 

Anche il 2026 si apre sotto il segno delle aggregazioni comunali in Ticino, con cantieri a velocità diverse e un approccio che, negli anni, è cambiato: meno “grandi numeri” e più progetti mirati, costruiti attorno a bisogni concreti e alla capacità dei Comuni di reggere servizi, infrastrutture e amministrazione.

Nel Malcantone, il progetto che ruota attorno a Bioggio attende il passaggio chiave, il parere del Consiglio comunale di Bioggio, dopo che i legislativi di Aranno, Neggio e Vernate hanno già espresso un sì unanime. In caso di via libera, l’iter proseguirà tra municipi e Consiglio di Stato. La tabella di marcia evocata negli ambienti locali punta a una votazione consultiva entro fine 2026.

Nel Basso Mendrisiotto - Chiasso, Balerna, Breggia, Morbio Inferiore e Vacallo - il clima è più prudente con i Comuni che si sono dati ancora tempo per integrare le osservazioni emerse nei Consigli comunali e rielaborare il dossier. E poi c’è il Locarnese, spesso definito “complicato” sul fronte aggregativo. Qui, però, il dialogo tra Brissago e Ronco sopra Ascona continua.

Dalla necessità all’opportunità: la linea della Sezione enti locali

A stimolare - e accompagnare - le riflessioni è la Sezione degli enti locali, guidata da Marzio Della Santa, che negli ultimi anni ha insistito su un concetto: anche aggregazioni tra due soli Comuni possono essere un passo utile per “accrescere la capacità funzionale” e, nel tempo, innescare ulteriori convergenze.

Allo stesso tempo, l’idea di un Ticino “ridotto” ad una quindicina di enti appare oggi lontana: l’attenzione si sposta su Comuni più solidi, ma non troppo grandi, capaci di mantenere identità e senso di comunità. Della Santa ha anche ricordato al Quotidiano della RSI che la dimensione comunale dovrebbe restare dinamica e parlare di processi inversi in scenari particolari, come disaggregazioni, “non deve essere un tabù”.
Sul fondo resta la questione finanziaria perché il Cantone ha sostenuto molte operazioni in passato, ma con conti pubblici sotto pressione non è scontato che l’aiuto resti invariato. Se le aggregazioni diventano sempre più “di opportunità”, il messaggio è chiaro: le comunità dovranno anche misurarsi con la responsabilità finanziaria delle scelte.

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